Il tennis è Pop: la storia della pallina giallo fluo

La regina della terra rossa dal ‘Jeu de Paume’ a Björn Borg

Le palline da tennis sono gialle. Una frase dal sapore tautologico. Certo che sono gialle, ma le cose non sono sempre andate così. Bisogna riavvolgere il tempo fino al 1972, l’anno dello scandalo del Watergate e del felice incontro tra il rosso della terra e il giallo della pallina.

Partiamo dal principio. Le prime notizie sul tennis risalgono al 1874 quando un’idea del maggiore inglese Walter Wingfield portò il gioco della Pallacorda all’aria aperta, su terreni trasportabili. Dobbiamo però attendere l’alba del nuovo secolo per conoscere le basi del tennis moderno, quello di Budge e Pietrangeli per intenderci. Ai suoi albori, quello che veniva chiamato ‘law tennis’ si giocava con una pallina fatta interamente di gomma. Ben presto però la crescente popolarità del gioco incentivò le ditte specializzate a brevettare una pallina più leggera: un nucleo cavo con gas pressurizzato all’interno. I match divennero più agili e la notorietà di questo sport elitario crebbe notevolmente anche in ambienti più modesti.

Per tutta la prima metà del Novecento le palline da tennis furono o bianche (come quelle del baseball per intenderci) o nere. La scelta dipendeva dal tipo di campo su cui si giocava. La decisione di passare al giallo come colore regolamentare venne presa solo nel 1972 dalla International Federation Tennis. Per quale motivo?

Il perché di tale scelta è molto semplice. Il colore giallo rendeva la palla più visibile agli spettatori che guardavano la partita in TV. Quello del tennis è solo uno dei tanti esempi di come la ‘scatola luminosa’ ha cambiato la società, la percezione dell’arte, dello sport, della popolarità. Il colore scelto dalla Federazione venne chiamato ‘giallo ottico’ in quanto la sua resa televisiva era la migliore in assoluto. L’arancione, già preso in considerazione, venne poi scartato perché poco appariscente, pur essendo adatto con determinati sfondi. Così come oggi, anche negli anni Settanta l’apparenza mediatica era di capitale importanza. E malgrado si trovino tuttora nei negozi palline di altre colorazioni, solo quelle gialle sono considerate valide nelle competizioni professionistiche per adulti.

Così, nel giro di poco tempo, le palline tradizionali vennero sostituite, fatta eccezione per il tempio del tennis. A Wimbledon infatti le palline bianche ebbero la meglio sino al 1986, quando l’ultimo baluardo del tennis tradizionale venne abbattuto. Erano gli anni di Becker.

Per quanto riguarda il materiale di fabbricazione, le palline bianche e nere erano realizzate in un’unica sezione (foglio) di gomma con una cucitura che creava un motivo a trifoglio. Con l’evolversi del gioco e delle esigenze agonistiche, le palline vennero trasformate in due semi gusci. Et voilà. I risultati di gioco apparvero subito migliori. Per quanto curiosa, la storia del suo colore non è l’unica peculiarità della pallina da tennis. Nel corso degli anni infatti la tecnologia ha adattato sempre di più le palline a un gioco veloce, forte e rispondente all’evoluzione delle racchette. Ma questa è un’altra storia.

Lo sport rincorre sempre di più l’impeccabile prestanza delle macchine, millimetrica e spietata; le attrezzature sono più leggere e maneggevoli, l’abbigliamento aerodinamico e traspirante. Uno tra i tantissimi esempi è quello della pallina impermeabile messa a punto da un’azienda tessile toscana.

Nel tennis, solo il colore delle palline da tennis non è mai più cambiato dal lontano 1972 e chissà se mai cambierà finché esisteranno gli schermi, che siano di una TV o di uno smartphone.

Effetto Covid, il Werder Brema dice no alle nazionali: “Previsto da regolamento”

Il Werder Bremen terrà in ‘0staggio’ i suoi giocatori nel mese di novembre. Secondo la rivista Kicker, il club tedesco non metterà i suoi calciatori a disposizione delle nazionali per le partite internazionali all’estero. Unica eccezione, l’amichevole tra Repubblica Ceca e – guarda a caso – la Germania. Questa decisione potrebbe riguardare Marco Friedl dell’Austria, Milos Veljkovic della Serbia, Milot Rashica del Kosovo, Yuya Osako del Giappone e Josh Sargent degli Stati Uniti. Il portiere Jiri Pavlenka, di nazionalità ceca, giocherà invece l’11 novembre a Lipsia.

Con questa decisione che ha scatenato l’indignazione dei tifosi di tutta Europa, il Werder Brema non infrangerebbe nessuna regola perché secondo le nuove regole adattate dall’organo di governo del calcio Fifa all’emergenza sanitaria, i club non devono rilasciare i loro giocatori per rappresentare i loro paesi se ciò implicasse un periodo obbligatorio di autoisolamento di almeno cinque giorni. Riporta l’Ansa che le autorità sanitarie di Brema insistono su questo isolamento precauzionale. Viene da sé che i ct dovranno fare a meno di alcuni tasselli importanti. L’esempio della squadra di Kohfeldt potrebbe inoltre essere seguito anche da altri club, mettendo a rischio la preparazione delle nazionali.

Champions, le formazioni di Ferencvaros-Juventus

Tra pochi minuti la Juventus scenderà in campo contro il Ferencvaros (ore 21) nella Puskas Arena di Budapest. Si giocherà la terza giornata di Champions League. Per la squadra di Torino sarà fondamentale guadagnare tre punti dopo la sconfitta contro il Barcellona.

FERENCVAROS (4-3-3): Dibusz; Lovrencsics, Blazic, Dvali, Botka; Siger, Kharatin, Somalia; Zubkov, Isael, Tokmac Nguen.

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, Chiellini, Danilo; Chiesa, Arthur, Rabiot, Ramsey; Morata, Cristiano Ronaldo.

Photo credits: Repubblica

Arrestato il ct del Galles con accusa di violenza domestica: lividi sul corpo della fidanzata

Calcio britannico nella bufera. Stando a quanto riporta il tabloid The Sun, Ryan Giggs, l’attuale ct del Galles, è stato arrestato con l’accusa di violenza domestica nei confronti della compagna Kate Greville. L’ex stella dello United è stato rilasciato (e immortalato a bordo della sua Mercedes) su cauzione, ma solo dopo un lungo interrogatorio nel distretto di polizia di Pendleton. Stando alle prime dichiarazioni, intorno alle 22 di domenica sera la donna si sarebbe rivolta alle forze dell’ordine per denunciare l’aggressione avvenuta tra le mura della casa a Worsley.

Come riporta l’Ansa, dal verbale delle forze dell’ordine emerge che Kate “ha riportato alcuni lividi sul corpo“. La situazione di forte tensione mediatica ha portato intanto alla cancellazione della conferenza stampa di oggi in cui Giggs avrebbe dovuto annunciare i convocati per le gare contro Usa, Irlanda e Finlandia. Giggs ha negato ogni accusa.

Il Covid non ferma lo sci, sold out in Svizzera

L’emergenza Covid non fa paura agli impianti sciistici. Con 147.000 casi e 2.239 decessi da inizio pandemia, la Svizzera non rinuncia a una delle sue più grandi risorse naturali: la neve. Nonostante il protocollo di emergenza pubblicato dall’Accademia svizzera delle scienze con l’ipotesi di esclusione degli over 85 dalle terapie intensive faccia rabbrividire, gli impianti di risalita e le stazioni turistiche hanno fatto incetta di sciatori con la campagna “Tutti in pista”. Così è stato e come ricorda il Corriere dello Sport: “Nel comprensorio di Verbier tantissima gente sugli sci”.

A capo della mobilitazione del settore ci sarebbe il consigliere federale Guy Parmelin. Parola di Funivie svizzere. Quella svizzera è la diapositiva chic e alla moda di quello che successe in Italia a inizio marzo 2020. In quel caso si trattò di un grosso errore, come quello di riversarsi in Riviera per l’ultimo weekend di sole, ma è altrettanto vero che all’epoca non si usavano i Dpi.

Lo scenario degli sport invernali potrebbe cambiare, così come potrebbe aumentare o diminuire la curva dei contagi ad oggi vertiginosa. Proprio su questo aspetto ci sarebbero tensioni tra il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), e il Dipartimento federale dell’interno (DFI) del ministro della sanità Alain Berset. Quest’ultimo sarebbe stato tenuto all’oscuro dell’iniziativa. Verità o meno, gli svizzeri non hanno rinunciato a sci e scarponi, pronti a godersi l’aria di montagna prima di una stretta alla libertà di spostamento.

Come sottolinea Ticinonline: “L’azione è stata lanciata in partenariato con oltre 50 imprese di impianti di risalita, tutte le grandi stazioni di sport d’inverno, Swiss Snowsports e la compagnia aerea Swiss”. Le scelte di Francia, Belgio e Germania potrebbero trascinare con sé anche la Svizzera.

Torino, Cairo positivo al coronavirus: “Le sue condizioni sono buone”

Urbano Cairo, presidente del Torino dal 2005 e amministratore delegato di Rcs Mediagroup, è risultato positivo al coronavirus ed è stato ricoverato all’ospedale San Paolo di Milano. Il patron granata (63 anni) aveva accusato sintomi e in mattinata è arrivato l’esito del tampone.

Il Corriere della Sera riporta che Cairo è stato trattenuto in osservazione all’ospedale per gli accertamenti e per iniziare la cura. Le sue condizioni, riporta il sito del quotidiano, sono abbastanza buone. Sotto osservazione anche gli staff di Torino e Lecce, alla cui sfida di Coppa Italia Cairo aveva presenziato pubblicamente.

Il Torino sta affrontando anche la positività di altri quattro membri del gruppo, tra cui due calciatori. La situazione più preoccupante, però, risulta essere quella del presidente.

Valentino Rossi positivo al Covid: “Sono arrabbiato…”

Salterà il GP di Aragon

Il pilota della Yamaha è risultato positivo al test del coronavirus, perciò salterà il prossimo Gran Premio motociclistico di Aragon. Stop forzato quindi, che sottolinea il periodo negativo di Rossi, già in difficoltà da tre gare.

L’annuncio è stato ufficializzato dallo stesso Rossi tramite il suo account Instagram: “Purtroppo questa mattina mi sono svegliato e non mi sentivo bene. Mi sentivo particolarmente debole e avevo una leggera febbre. Quindi ho chiamato subito il medico che mi ha fatto due test. Il risultato del test rapido PCR è stato negativo proprio come il test che avevo fatto già martedì. Ma il secondo, di cui mi è stato dato il risultato alle 16, è stato purtroppo positivo. Sono chiaramente molto deluso per il fatto di saltare la gara di Aragon. Mi piacerebbe essere ottimista e fiducioso però mi aspetto che il secondo round di Aragon sia per me un non go. Sono triste e arrabbiato perché ho fatto del mio meglio per rispettare il protocollo e anche se il test che ho fatto martedì è stato negativo, mi sono isolato già dal mio arrivo da Le Mans. Comunque è così e non posso fare nulla per cambiare la situazione. Ora seguirò il consiglio medico e spero di guarire il più presto possibile“.

L’altruismo di Ozil, sarà lui a pagare lo stipendio di Gunnersaurus

Era la mascotte della squadra dal 1993

Quando i tifosi dell’Arsenal si stavano rassegnando all’idea di dover dire addio alla storica mascotte Gunnersaurus, ecco arrivare una buona notizia: Mesut Ozil pagherà lo stipendio a Jerry Quy, l’uomo che da ben 27 anni si cela dietro al costume da dinosauro. Anche se con ogni probabilità il trequartista non proseguirà la sua carriera in Inghilterra, perché tagliato fuori dai piani di Mikel Artetama, ha deciso ugualmente di aiutare la persona che lo aveva sostenuto da bordocampo.

Il giocatore ha dato la notizia sul suo account Twitter: “Ero triste per il licenziamento dopo 27 anni di Jerry Quy, alias Gunnersaurus, la nostra fedele mascotte” scrive il regista su Twitter. “Così mi sto offrendo di pagare io lo stipendio al ragazzo, almeno finché sarò un giocatore dell’Arsenal”.

La decisione del club di ‘licenziare’ il simpatico dinosauro è dovuta al taglio di 55 dipendenti considerato necessario a causa della crisi economica scaturita dall’emergenza Covid-19 tutt’ora in corso, che sta fortemente penalizzando lo sport. La decisione aveva scatenato la rabbia dei tifosi, da sempre legati al dinosauro londinese. Una storia a lieto fine, almeno per ora.

Stadio Roma, Raggi e Friedkin si sono incontrati all’ambasciata USA

Piccoli passi avanti per il nuovo stadio della Roma, anche se con tempistiche tutte all’italiana. Come ha riportato il Corriere dello Sport, il presidente giallorosso Dan Friedkin continua a lavorare sul ‘tempio’ del calcio e seguirà personalmente le fasi conclusive dell’iter in Campidoglio dopo la definitiva uscita di Baldissoni. E dopo il ‘giallo’ su Paratici, che resta tra i candidati più papabili per il ruolo di direttore sportivo della Roma, il tanto atteso incontro tra Friedkin e la sindaca Virginia Raggi è avvenuto, anche se fugace e in forma strettamente privata.

La presentazione si è svolta nell’ambasciata statunitense in Vittorio Veneto, alla presenza di Dan e Ryan Friedkin e del padrone di casa, l’ambasciatore ‎Lewis Eisenberg. Tra i vari argomenti affrontati, anche quello riguardante lo stadio della Roma, investimento molto importante per tutta la città e argomento dibattuto anche a livello nazionale.

Quali sono le tempistiche? Il progetto dovrebbe andare in Aula entro la fine dell’anno, probabilmente a dicembre, per poi ottenere il via libera definitivo per la posa della prima pietra. Per quanto riguarda la politica, invece, nei prossimi giorni è atteso un incontro ufficiale tra la dirigenza romanista e la prima cittadina Raggi. Dopo lo Juventus Stadium, un nuovo capitolo per il calcio italiano si sta aprendo e questa volta la protagonista sarà la squadra della capitale.

 

Photo Credits: Il Romanista 

De Laurentiis positivo al coronavirus, ma era all’assemblea Lega: scatta la quarantena

Guai in casa Napoli. La società partenopea ha comunicato tramite una nota sul proprio sito che il presidente Aurelio De Laurentiis (72 anni) è risultato positivo al Covid-19 in seguito al tampone effettuato nella giornata di martedì. Una tegola che si abbatte sul mondo del calcio italiano, che potrebbe avere conseguenze anche per le altre squadre. Sì, perché il patron del Napoli ha partecipato all’assemblea di Lega Serie A, ma non sapendo ancora di essere positivo. Poi la comunicazione urgente a lui e a tutti i dirigenti presenti ieri a Milano.

All’assemblea erano presenti tutti i dirigenti delle 20 squadre di Serie A, ma non tutti indossavano la mascherina o altri dispositivi di protezione personale. ‘Mascherati’ erano il presidente dei bianconeri Andrea Agnelli, l’ad dell’Inter Beppe Marotta, il presidente del Milan Paolo Scaroni e il patron della Lazio Claudio Lotito. Oltre a De Laurentiis, però, anche altri dirigenti avevano ceduto alla tentazione di non indossare la mascherina. La Lega conferma che le sedute erano a oltre un metro di distanza e che gli ambienti dell’Hotel Hilton erano sanificati.

Stando alle prime notizie, il presidente del Napoli sta bene e avverte solo sintomi di debolezza e dolori articolari, mentre nella giornata di ieri non aveva avuto sentori della sua positività al Covid-19. Come lui, è risultata positiva anche la moglie Jacqueline. I due coniugi si trovano ora a Capri, dove hanno trascorso l’estate, e valuteranno la possibilità di trasferirsi al Gemelli di Roma per controlli più approfonditi. Il presidente del Napoli, come la squadra e gli altri dirigenti azzurri, effettua il test ogni martedì e giovedì, ma in questo caso la prassi sanitaria scatterà anche per tutti coloro che hanno avuto contatti con il presidente azzurro.  Al momento non ci sono calciatori che risultino positivi dato che De Laurentiis non ‘vede’ la squadra da venerdì scorso, occasione della sfida con il Teramo a Castel di Sangro.

Domani sera il Napoli ha in programma un’amichevole allo stadio San Paolo contro il Pescara e se i tamponi saranno negativi l’orientamento è di proseguire secondo programma.

Di seguito il testo della comunicazione della Lega Serie A: Spettabili Società, egregi Signori, la presente per comunicarVi che siamo appena venuti a conoscenza di un possibile caso positivo di Sars-Cov-2 tra le persone che hanno preso parte all’assemblea odierna. Avendo rispettato tutte le misure previste per la prevenzione dei contagi, siamo fiduciosi che non ci sarà alcuna ripercussione sulla condizione di salute dei presenti. In ogni caso, suggeriamo a tutte le persone che hanno partecipato alla riunione di attenersi a un rigoroso distanziamento sociale e di astenersi per quanto possibile dal presentarsi sui luoghi di lavoro finché l’ATS non avrà assunto le proprie determinazioni. A tal fine, chiediamo la cortesia a tutte le Associate di mettersi in tempestivo contatto con i proprio delegati. Ringraziando per la collaborazione, inviamo i nostri migliori saluti.