Valentino Rossi positivo al Covid: “Sono arrabbiato…”

Salterà il GP di Aragon

Il pilota della Yamaha è risultato positivo al test del coronavirus, perciò salterà il prossimo Gran Premio motociclistico di Aragon. Stop forzato quindi, che sottolinea il periodo negativo di Rossi, già in difficoltà da tre gare.

L’annuncio è stato ufficializzato dallo stesso Rossi tramite il suo account Instagram: “Purtroppo questa mattina mi sono svegliato e non mi sentivo bene. Mi sentivo particolarmente debole e avevo una leggera febbre. Quindi ho chiamato subito il medico che mi ha fatto due test. Il risultato del test rapido PCR è stato negativo proprio come il test che avevo fatto già martedì. Ma il secondo, di cui mi è stato dato il risultato alle 16, è stato purtroppo positivo. Sono chiaramente molto deluso per il fatto di saltare la gara di Aragon. Mi piacerebbe essere ottimista e fiducioso però mi aspetto che il secondo round di Aragon sia per me un non go. Sono triste e arrabbiato perché ho fatto del mio meglio per rispettare il protocollo e anche se il test che ho fatto martedì è stato negativo, mi sono isolato già dal mio arrivo da Le Mans. Comunque è così e non posso fare nulla per cambiare la situazione. Ora seguirò il consiglio medico e spero di guarire il più presto possibile“.

L’altruismo di Ozil, sarà lui a pagare lo stipendio di Gunnersaurus

Era la mascotte della squadra dal 1993

Quando i tifosi dell’Arsenal si stavano rassegnando all’idea di dover dire addio alla storica mascotte Gunnersaurus, ecco arrivare una buona notizia: Mesut Ozil pagherà lo stipendio a Jerry Quy, l’uomo che da ben 27 anni si cela dietro al costume da dinosauro. Anche se con ogni probabilità il trequartista non proseguirà la sua carriera in Inghilterra, perché tagliato fuori dai piani di Mikel Artetama, ha deciso ugualmente di aiutare la persona che lo aveva sostenuto da bordocampo.

Il giocatore ha dato la notizia sul suo account Twitter: “Ero triste per il licenziamento dopo 27 anni di Jerry Quy, alias Gunnersaurus, la nostra fedele mascotte” scrive il regista su Twitter. “Così mi sto offrendo di pagare io lo stipendio al ragazzo, almeno finché sarò un giocatore dell’Arsenal”.

La decisione del club di ‘licenziare’ il simpatico dinosauro è dovuta al taglio di 55 dipendenti considerato necessario a causa della crisi economica scaturita dall’emergenza Covid-19 tutt’ora in corso, che sta fortemente penalizzando lo sport. La decisione aveva scatenato la rabbia dei tifosi, da sempre legati al dinosauro londinese. Una storia a lieto fine, almeno per ora.

Stadio Roma, Raggi e Friedkin si sono incontrati all’ambasciata USA Trattativa ultimata, ora gli ultimi passaggi

Piccoli passi avanti per il nuovo stadio della Roma, anche se con tempistiche tutte all’italiana. Come ha riportato il Corriere dello Sport, il presidente giallorosso Dan Friedkin continua a lavorare sul ‘tempio’ del calcio e seguirà personalmente le fasi conclusive dell’iter in Campidoglio dopo la definitiva uscita di Baldissoni. E dopo il ‘giallo’ su Paratici, che resta tra i candidati più papabili per il ruolo di direttore sportivo della Roma, il tanto atteso incontro tra Friedkin e la sindaca Virginia Raggi è avvenuto, anche se fugace e in forma strettamente privata.

La presentazione si è svolta nell’ambasciata statunitense in Vittorio Veneto, alla presenza di Dan e Ryan Friedkin e del padrone di casa, l’ambasciatore ‎Lewis Eisenberg. Tra i vari argomenti affrontati, anche quello riguardante lo stadio della Roma, investimento molto importante per tutta la città e argomento dibattuto anche a livello nazionale.

Quali sono le tempistiche? Il progetto dovrebbe andare in Aula entro la fine dell’anno, probabilmente a dicembre, per poi ottenere il via libera definitivo per la posa della prima pietra. Per quanto riguarda la politica, invece, nei prossimi giorni è atteso un incontro ufficiale tra la dirigenza romanista e la prima cittadina Raggi. Dopo lo Juventus Stadium, un nuovo capitolo per il calcio italiano si sta aprendo e questa volta la protagonista sarà la squadra della capitale.

 

Photo Credits: Il Romanista 

De Laurentiis positivo al coronavirus, ma era all’assemblea Lega: scatta la quarantena Problemi anche per gli altri dirigenti

Guai in casa Napoli. La società partenopea ha comunicato tramite una nota sul proprio sito che il presidente Aurelio De Laurentiis (72 anni) è risultato positivo al Covid-19 in seguito al tampone effettuato nella giornata di martedì. Una tegola che si abbatte sul mondo del calcio italiano, che potrebbe avere conseguenze anche per le altre squadre. Sì, perché il patron del Napoli ha partecipato all’assemblea di Lega Serie A, ma non sapendo ancora di essere positivo. Poi la comunicazione urgente a lui e a tutti i dirigenti presenti ieri a Milano.

All’assemblea erano presenti tutti i dirigenti delle 20 squadre di Serie A, ma non tutti indossavano la mascherina o altri dispositivi di protezione personale. ‘Mascherati’ erano il presidente dei bianconeri Andrea Agnelli, l’ad dell’Inter Beppe Marotta, il presidente del Milan Paolo Scaroni e il patron della Lazio Claudio Lotito. Oltre a De Laurentiis, però, anche altri dirigenti avevano ceduto alla tentazione di non indossare la mascherina. La Lega conferma che le sedute erano a oltre un metro di distanza e che gli ambienti dell’Hotel Hilton erano sanificati.

Stando alle prime notizie, il presidente del Napoli sta bene e avverte solo sintomi di debolezza e dolori articolari, mentre nella giornata di ieri non aveva avuto sentori della sua positività al Covid-19. Come lui, è risultata positiva anche la moglie Jacqueline. I due coniugi si trovano ora a Capri, dove hanno trascorso l’estate, e valuteranno la possibilità di trasferirsi al Gemelli di Roma per controlli più approfonditi. Il presidente del Napoli, come la squadra e gli altri dirigenti azzurri, effettua il test ogni martedì e giovedì, ma in questo caso la prassi sanitaria scatterà anche per tutti coloro che hanno avuto contatti con il presidente azzurro.  Al momento non ci sono calciatori che risultino positivi dato che De Laurentiis non ‘vede’ la squadra da venerdì scorso, occasione della sfida con il Teramo a Castel di Sangro.

Domani sera il Napoli ha in programma un’amichevole allo stadio San Paolo contro il Pescara e se i tamponi saranno negativi l’orientamento è di proseguire secondo programma.

Di seguito il testo della comunicazione della Lega Serie A: Spettabili Società, egregi Signori, la presente per comunicarVi che siamo appena venuti a conoscenza di un possibile caso positivo di Sars-Cov-2 tra le persone che hanno preso parte all’assemblea odierna. Avendo rispettato tutte le misure previste per la prevenzione dei contagi, siamo fiduciosi che non ci sarà alcuna ripercussione sulla condizione di salute dei presenti. In ogni caso, suggeriamo a tutte le persone che hanno partecipato alla riunione di attenersi a un rigoroso distanziamento sociale e di astenersi per quanto possibile dal presentarsi sui luoghi di lavoro finché l’ATS non avrà assunto le proprie determinazioni. A tal fine, chiediamo la cortesia a tutte le Associate di mettersi in tempestivo contatto con i proprio delegati. Ringraziando per la collaborazione, inviamo i nostri migliori saluti.

Djokovic fa strike di giudici, eliminato dagli US Open Si accende la sfida ai quarti di finale

Djokovic è out, letteralmente, squalificato dagli US Open. Il grande favorito e numero 1 al mondo ‘perde’ contro Pablo Carreno Busta agli ottavi di finale e saluta la competizione, ma non per colpa della racchetta bensì di una…pallina. Durante l’incontro con lo spagnolo, il tennista serbo ha colpito con una pallata alla gola una giudice di linea.  Djokovic, accorso a sincerarsi delle condizioni della donna stramazza a terra, ha giurato di non aver agito intenzionalmente, ma è stata comunque valutata una reazione inaccettabile da parte di un professionista e quindi dovrà pagare una multa da capogiro: 17 mila dollari. Per di più non otterrà alcun punto nel ranking. Una brutta notizia per Djokovic, proprio quando il campione serbo poteva allungare su Nadal e Federer, i grandi assenti della competizione.

La notizia ha subito fatto il giro del mondo distogliendo l’attenzione dall’evoluzione del torneo. Il match non stava sorridendo al serbo, già sotto i riflettori per la sua polemica anti Covid, che si era ritrovato sotto 6-5 dopo aver marcato tre setpoint, ma con una serie di errori banali. Così, dopo aver subito il break, il trentatreenne ha scagliato la pallina che aveva in tasca fuori dal campo da gioco, colpendo in pieno la povera giudice, che ha iniziato a tossire faticando a respirare. Gli arbitri di gara hanno discusso per diversi minuti e hanno decretato che il gesto sconsiderato di Novak gli doveva costare la gara. Cartellino rosso.

Niente da fare per il serbo, che in attesa del responso aveva già il sentore di navigare in cattive acque. Il suo team ha tentato di raddolcire arbitro e supervisori. Questi ultimi sono stati irremovibili e la polemica si è dovuta sedare malgrado gli schiamazzi di Nole: la sanzione è regolare e prevista da regolamento. Le danze sotto rete per la vittoria finale sono inaspettatamente e rocambolescamente riaperte. Nessuno dei partecipanti ora in gara ha mai vinto un torneo dello Slam e si prospetta una sfida accesa. Anche l’Italia di Berrettini può iniziare a sognare. 

Crediti foto: Corriere dello Sport

Caso Messi, per lui niente allenamento con il Barcellona Conseguenza della frattura tra giocatore e club?

Una telenovela infinita quella tra Messi e il ‘suo’ Barcellona. Il giocatore era atteso al centro sportivo Ciutat Esportiva de Sant Joan Despí dopo l’ufficializzazione della sua permanenza in Spagna, eppure, malgrado molti tifosi avessero tirato un sospiro di sollievo, La Pulce non si è ancora presentata agli allenamenti. Il motivo è semplice: Messi non può riprendere la preparazione con i compagni fino a che non supera i test PCR imposti dalla Liga. Si temporeggia, ma nel frattempo potrebbero arrivare nuove notizie di un allontanamento del giocatore dalla squadra. Il ritorno di Messi in campo ci sarà, forse, lunedì dopo una giornata di riposo per tutta la squadra.

La permanenza di Leo non sarà un argomento facile per la casse del Barça, soprattutto nell’anno del Coronavirus e in un clima generale molto teso. Prima di tutto non ci sarà grande margine per operazioni dispendiose perché non si potranno investire i soldi incassati dalla cessione. Bartomeu potrebbe dover dire addio a Lautaro Martinez, Wijnaldum e Depay. In secondo luogo, Messi è stato molto duro con la dirigenza, accusata dal giocatore di non avere un vero progetto e di procedere a tentoni. Tutti elementi che potrebbero influire sulla squadra e sul rapporto tra allenatore e giocatori. Non per ultimo quello tra l’intoccabile Messi e i tifosi, in parte delusi dalla inconcludenza blaugrana.

Crediti foto: Il fatto quotidiano 

Sport e beneficenza, Ciro Russo e la ‘pedalata’ per l’Airc: “Una sfida per la vita” L'azzurro di lotta greco-romana ha percorso 1000 km in 10 giorni

Beneficenza e sport percorrono la penisola in sella a una bicicletta. Si potrebbe riassumere così l’impresa che l’atleta professionista di lotta greco-romana, Ciro Russo, ha compiuto subito dopo il lockdown, partendo il 12 giugno dalla sua Torino e percorrendo la via Francigena in direzione della sua seconda casa, Roma. Proprio nella capitale, infatti, l’azzurro lavora come agente scelto della Polizia di Stato e si allena nel gruppo sportivo delle Fiamme Oro.

“Un viaggio di 1000 km della durata di 10 giorni”, ovvero 100 km al giorno. Questi sono i numeri della sfida ciclistica che Ciro ha portato a termine coprendo una distanza che di giorni ne richiederebbe 15 se non 20. Perché la beneficenza? “L’iniziativa era ed è tuttora legata alla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro” spiega Russo. E aggiunge: “I miei nonni paterni sono stati stroncati dalla malattia e ho assistito il nonno materno nel percorso di cura. Così, fin da ragazzino, ho voluto mettermi in gioco per aiutare chi combatte contro questo brutto male”. La lotta, Ciro, la conosce bene, ma questa volta lontano dalla materassina, tra Torino e Roma, in una sfida sia personale che di solidarietà: “Non potendo ancora fare attività di contatto, a maggio ho rispolverato la mia mountain bike e ho iniziato ad appassionarmi. Durante una di queste escursioni mi è venuta l’idea di scendere a Roma…pedalando” spiega Russo. “La via Francigena è un percorso di pellegrinaggio molto amato dai ciclisti, lontano dal caos cittadino e a contatto con la natura”. Un ottimo modo per ritrovare se stessi dopo il lockdown.

Balenata in testa l’idea, si è accesa la sfida personale: “Ho deciso di affiancare a questa attività una causa di beneficenza a cui sono particolarmente legato, quella della lotta contro il cancro”. Come è successo alla maggior parte degli atleti, anche Ciro ha dovuto trovare un’alternativa per allenarsi, in attesa delle disposizioni ministeriali: “In sella a una bici ho messo alla prova la mia resistenza, la mia concentrazione. Dopo giorni e giorni trascorsi in casa temevo di aver perso la grinta. Non è stato così. Tornare a Roma, città dove vivo dall’età di 19 anni, è stato emozionante e più mi avvicinavo alla meta più volevo macinare chilometri”.

Cosa è successo dopo aver deciso di usare la bicicletta anziché il treno o l’automobile? “Ho coinvolto i volontari dell’AIRC, che si sono dimostrati molto collaborativi ed entusiasti della proposta” L’obiettivo? “Raccogliere 5 mila euro da devolvere totalmente in beneficenza. Fin dal primo giorno sono state molte le persone che mi hanno aiutato in questa raccolta fondi”. Alla fine del viaggio, la cifra prefissata è stata quasi interamente coperta ma “si può sempre fare una donazione attraverso la Rete del Dono” conclude.

L’arrivo a San Pietro, Vaticano

“Percorrere un tragitto di 1000 km in soli 10 giorni non è stato facile – prosegue l’atleta piemontese – ma ho voluto lasciare alle spalle i mesi della piena emergenza sanitaria, ritrovare gli spazi aperti, i panorami e la libertà di movimento” elementi importantissimi per uno sportivo visto che “sono un ciclista amatoriale, ma ho deciso di mettermi alla prova per un buona causa”. Il percorso è stato documentato con una serie di video pubblicati sui social, oltre a 5 contributi pubblicati pubblicati dalla Gazzetta dello Sport.

Il futuro riserverà nuove sfide? “Non lo so ancora. Di sicuro è stata un’esperienza unica, l’esempio tangibile che si possono raggiungere traguardi, inaspettati, anche fuori dalla propria confort zone. Purtroppo la lotta contro il cancro non ha sempre un lieto fine, ma insegna il significato di perseveranza e resilienza a chi è più fortunato. Ecco perché sarò sempre vicino alle iniziative dell’AIRC”. Resta l’incognita sport. Mentre parchi acquatici e discoteche riaprono, gli atleti sono ancora limitati nelle sessioni di allenamento: gli sport di contatto pagano a caro prezzo la confusione del governo e l’incertezza dei nuovi focolai europei. “La mia prossima sfida sarà arrivare alle Olimpiadi del 2021 e mi allenerò con tutto me stesso per portare in alto il tricolore italiano” conclude Ciro Russo.

Champions, il Coronavirus avanza: si gioca lo stesso Ottavi di finale blindati in Catalogna

Il mondo del calcio guarda impotente l’avanzare del Coronavirus nel mondo e in Europa, Spagna e Inghilterra stanno avendo la peggio. La scelta del Camp Nou per il match degli ottavi di finale di Champions tra Barcellona e il Napoli sembrava a rischio dopo la diffusione dei dati sanitari da parte del governo spagnolo, ma la linea seguita dai vertici sembra chiara: non ci saranno passi indietro rispetto a quello che era stato decretato dalla Uefa per la ripresa delle competizioni. Barcellona-Napoli si giocherà in Catalogna. Non solo Spagna, perché l’altro big match, quello tra City e Real Madrid, si giocherà in una sede a rischio, Manchester appunto.

In poche parole, le decisioni dei singoli governi per il contenimento del contagio non andranno a intaccare le scelte della Uefa, che sta comunque monitorando l’avanzamento della situazione con il presidente Ceferin in costante contatto con i leader politici. Anche perché, malgrado i titoli dei giornali possano far pensare il contrario, Barcellona non è di fatto in lockdown; ha attuato alcune misure, più restrittive, paragonabili a quelle in vigore in Italia lo scorso giugno. Contesto più delicato in Inghilterra, ma Boris Johnson ha rassicurato che per gli sportivi di alto livello non scatterà la quarantena obbligatoria e dunque giocatori e staff del Real non avranno problemi.

Il club blanco ha però un altro nodo da sciogliere: la positività al Covid-19 di Mariano. L’attaccante già corteggiato dalla Roma “è in perfetta salute e rispetta il protocollo di isolamento sanitario a casa” si legge in una nota ufficiale. Una pedina importante per la rosa di Zidane, che salterà il match contro il City. Al momento non risultano esserci altri casi nella squadra.

L’alternativa c’è nel caso la situazione peggiorasse drasticamente. I due match si potrebbero giocare in campo neutro a Lisbona (che per gli spagnoli tanto neutro non è). Ciò che accadrà tra 10 giorni, decreterà anche la sorte delle Final Eight ora previste in Portogallo e in Germania per l’Europa League.

Photo Credits: Tuttomercatoweb  

MotoGP Jerez 2020: trionfo Quartararo, Marquez out per infortunio Prima vittoria per 'el diablo', Viñales e Dovizioso a podio possono sperare nel mondiale

Di Alessio Chiappari 

LA GARA. In una Jerez infernale, che ha fatto registrare temperature di asfalto oltre i 50 gradi, è andato in scena il ritorno in grande stile della MotoGP. La gara è stata animata dalle gesta di Marc Marquez: proiettato verso una vittoria in solitaria già sin dalle primissime fasi di gara, commette una leggerezza in curva 4 e perde l’anteriore, ma grazie ad uno dei suoi proverbiali salvataggi (è l’unico che riesce a fare certe cose) non cade, e dopo aver fatto un po’ di enduro nel ghiaione, torna in pista sedicesimo, davanti al fratello e compagno di squadra Alex.

Davanti, i diretti concorrenti non si lasciano sfuggire l’occasione e iniziano a darsi battaglia per la testa della corsa. È Quartararo a spuntarla, e dopo aver superato Miller (Ducati Pramac) e Viñales (Yamaha Factory), in crisi con le gomme sin da subito, si mette a dettare il ritmo e inizia a costruire quel vantaggio che alla fine gli consentirà di stare tranquillo. La lotta per il podio infuria con l’altra Pramac di Pecco Bagnaia, la Petronas di Morbidelli, la Ktm di Pol Espargaro e la Ducati ufficiale del Dovi, il quale mai ha amato questa pista. Più attardato rispetto al gruppo appare Valentino Rossi, alle prese con l’atavico problema del consumo anomalo delle gomme. Da dietro Marquez continua a mietere vittime con i suoi sorpassi che appaiono imbarazzanti da quanta differenza di velocità vanno ad evidenziare. La Yamaha numero 46 addirittura si scansa per lasciare passare il 93, e il dottore nel post gara ammetterà che con quella differenza di passo non avrebbe avuto senso opporre resistenza. Comunque la gara di Rossi finisce pochi giri dopo, per via di un guasto tecnico che lo costringe al ritiro anticipato.

Dai 15 secondi di distacco dopo l’errore, Marquez si porta a ridosso del podio, e dopo averlo guadagnato superando Miller con un intervento più che deciso, si trova a ridosso di Viñales, poi soltanto il vuoto per arrivare a Quartararo, che intanto ha costruito un gap di oltre 5 secondi. Marquez non ragiona, continua a spingere al massimo e in curva 3 lo scivolamento del posteriore innesca un terribile high side che lo scaraventa nella ghiaia, ma questa volta senza possibilità di rientro. Viene portato via in barella dolorante, e Fabio Quartararo inizia la cavalcata trionfale verso la prima vittoria in MotoGP. Dietro di lui Viñales e un ottimo Dovizioso che, partito dall’ottava casella, mette a segno una rimonta eccezionale culminata con il primo podio in carriera a Jerez.

I PRIMI DIECI. Quartararo, Viñales, Dovizioso, Miller, Morbidelli, P. Espargaro, Bagnaia, Oliveira, Petrucci e Nakagami. Non pervenute Suzuki (Rins infortunato e Mir fuori dopo pochi giri) e Aprilia, orfana di un Andrea Iannone ancora in attesa di qualche segnale di fumo da parte della WADA sulla vicenda doping.

Photo credits by Quotidiano.net

I TEMI. Lo abbiamo detto in partenza, Marquez era proiettato verso una vittoria scontata, visto anche il passo gara dimostrato nelle prove libere, nettamente superiore alla concorrenza. Probabilmente lo spagnolo si sentiva così superiore da poter pensare di poter recuperare fino alla prima posizione dopo l’errore dei primi giri, e in effetti il cronometro gli stava dando ragione, così come i sorpassi inanellati giro dopo giro. Poi qualcosa si è rotto ed è ricomparso il vecchio Marquez. Fino al 2015, l’unico punto debole che lo spagnolo aveva palesato era stata la scarsa capacità di controllare la trance agonistica, che lo portava a commettere degli errori, alcuni dei quali gli sono costati cari come quelli che proprio nel 2015 lo hanno escluso dalla lotta per il titolo già a metà campionato.

Imparata la lezione, dal 2016 in poi Marquez ha saputo diventare ragioniere quando necessario, e così, accontentandosi dei piazzamenti a podio quando era impossibile fare di meglio, ha letteralmente dominato tutte le stagioni fino al 2019. Se analizziamo con attenzione, la gara di ieri era proprio una di quelle situazioni in cui accontentarsi – si fa per dire – del secondo posto, sarebbe stata la soluzione più saggia, tanto più che chiudere un gap di 5 secondi per arrivare Quartararo in quattro giri, sarebbe risultato impossibile anche per il pluricampione Honda. Perché abbia continuato a spingere in quella maniera non è dato sapere, ma quel che appare certo è che dall’impresa Marquez è passato in breve alla disfatta più totale e non tanto per lo 0 della gara, quanto per l’infortunio conseguenza del volo: frattura dell’omero destro e possibile interessamento del nervo radiale (da valutare l’entità). Martedì verrà operato a Barcellona. Nel frattempo i tecnici hanno smantellato già il suo box, segno che senza dubbio non prenderà parte al secondo GP di Jerez previsto per domenica prossima. Ma quel che temiamo tutti è un lungo stop, e in un campionato corto e anomalo come questo, è quanto di peggio potesse succedere. A Marquez vanno ovviamente i nostri auguri di una veloce guarigione.

Come ha detto Valentino Rossi nel post gara, la situazione creatasi può fornire a Viñales, Dovizioso e Quartararo un’occasione unica per provare ad agguantare il mondiale. Nel 2018 e nel 2019 Marquez ha vinto il titolo con più di 3 gare di vantaggio, indice che potenzialmente anche tre zeri in avvio di campionato potrebbero non risultargli fatali, ma considerando la brevità della stagione 2020, i tre contendenti faranno bene a cercare di mettere a segno più punti possibili prima del rientro del marziano, che ha già promesso sui social: “tornerò più forte di prima!”

IL COMMENTO. Una nota di merito va all’altro grande protagonista di giornata, il ventunenne francese Fabio Quartararo in forza alla Yamaha Petronas, che dopo sette pole position in top class riesce finalmente ad agguantare la prima vittoria. Chi pensa che il suo primo posto sia da ridimensionare per l’uscita di scena di Marquez, non considera che in uno sport come questo non contano soltanto velocità e prestazione, ma anche la capacità di commettere meno errori di tutti e in questo ‘Fabietto’ ieri è stato un maestro. Partito dalla pole in sordina, e retrocesso sino alla quinta posizione nelle prime fasi, ha saputo attendere il momento propizio con la calma di un veterano. Una volta raggiunta la testa della corsa, in sella alla sua Yamaha Petronas ha costruito un gap da vero e proprio martillo, come un Jorge Lorenzo dei giorni migliori. La marsigliese sul gradino più alto del podio non si sentiva dal 1999, e la sensazione che con lei sia arrivata una piccola, grande, rivoluzione nel mondo della MotoGP è finalmente concreta: ora starà a Fabio dimostrare di poter battere Marquez anche nel corpo a corpo. iamo La lotta si rinnoverà molto presto.

Bestemmie dopo il rosso, Skriniar out per tre giornate Anche Conte salterà Parma-Inter

Un brutto episodio ha travolto l’Inter dopo il rocambolesco pareggio 3-3 contro il Sassuolo. Si tratta delle conseguenze del rosso rimediato da Skriniar al 93′ per doppia ammonizione: il nerazzurro ha protestato contro l’arbitro Davide Massa in maniera veemente con tanto offese e bestemmie. Il tutto è stato enfatizzato dal silenzio dello stadio deserto e dalla presenza di telecamere e microfoni. Impossibile chiudere un occhio.

Il giudice sportivo ha infatti decretato tre giornate di squalifica e 10mila euro di multa per il centrale. Un accesso d’ira dovuto anche alla frustrazione per il gol del pareggio subito qualche minuto prima, aggravata dal fatto di “avere, dopo la notifica del provvedimento di espulsione, rivolto al Direttore di gara un’espressione offensiva accompagnata da un’esclamazione blasfema” recita il provvedimento. Una doccia fredda per Conte, che dovrà rinunciare a Skriniar contro Parma, Brescia e Bologna. Al momento, infatti, non si intravede uno ‘sconto di pena’.

Tutt’altro che serena la condizione del mister, che salterà la prossima partita contro il Parma per aver protestato in maniera eccessiva nella ripresa. La risalita dell’Inter verso la Juve si fa sempre più impervia e certo il punto strappato al Sassuolo non è sufficiente nemmeno per agguantare una Lazio messa KO dall’Atalanta.

Photo credits: Gianluca di Marzio