F1, GP del Giappone: ritiro di Vettel, Hamilton ipoteca il titolo

Di Alessandro Torchio

La Ferrari dimostra ancora una volta di essere estremamente inaffidabile in queste ultime gare (2 ritiri su tre gare), regalando così al pilota Mercedes un vantaggio (+59 punti) che a 4 gare dal termine sono ormai un margine quasi irrecuperabile. Male Raikkonen, solo 5°. Bene le Red Bull, entrambe sul podio.

 

LA GARA– I problemi per la Ferrari iniziano ancor prima del via, già durante il giro di allineamento infatti, emergono problemi al motore, in particolare a una candela. I meccanici di Maranello intervengono come possono nel breve tempo disponibile prima della partenza, ma non riescono a rimettere in sesto la vettura, che risulta così depotenziata.

I primi giri sono da horror per la Ferrari: Vettel scivola indietro e si ritira alla 5° tornata, mentre Raikkonen finisce lungo e si ritrova addirittura 15° posto.

Davanti Ocon si rende protagonista di un ottimo avvio e per la prima parte di gara resta in zona podio, chiudendo poi a un buon 6° posto.

Hamilton, partito dalla pole, guida la gara, con alle spalle le due Red Bull che provano a insidiarlo, soprattutto Verstappen che chiude a poco più di 1” dopo un entusiasmante testa a testa

Lo scarso degrado delle gomme permette una sola sosta ai box, limitando le strategie del muretto.

Bottas, scattato in prima fila ma scivolato indietro, consolida la 4° piazza davanti a Raikkoken che con la sua rimonta (parziale) ha reso vivace una domenica che per il Cavallino rimane nera.

PROCESSO ALLA FERRARI- Inevitabile, arrivano le accuse, le recriminazioni della Scuderia guidata da Sergio Marchionne, che dopo aver battagliato testa a testa con la Mercedes per più di metà stagione, ha ceduto sul più bello. Il parziale delle ultime 5 gare è impietoso: Hamilton ne ha conquistate 4, con l’eccezione della seconda piazza in Malesia. Vettel conta un 2°, un 3° e un 4° posto e i due decisivi ritiri. La Ferrari ha ceduto sul piano dell’affidabilità: se i meccanici sono stati eccezionali a ridare velocità, d’altro canto hanno dovuto per forza pagare dazio, collezionando ben 5 ritiri contro uno appena della Mercedes.

Forse anche senza i problemi tecnici, contro la strapotenza di Hamilton nulla si sarebbe potuto, ma certamente rimane il rammarico per quella che poteva essere un finale entusiasmante e che invece sarà molto dimesso.

Classifica Mondiale Piloti

1 Lewis Hamilton (Mercedes) 306 punti
2 Sebastian Vettel (Ferrari) 247 punti
3 Valtteri Bottas (Mercedes) 234 punti
4 Daniel Ricciardo (Red Bull) 192 punti
5 Kimi Räikkönen (Ferrari) 148 punti

F1: doppietta Mercedes a Monza, Hamilton fischiato e Marchionne furioso

L’inglese trionfa in scioltezza davanti al compagno Bottas rifilando oltre 30” a Vettel (3°) ed ora è in testa al mondiale con 3 punti di vantaggio. Raikkonen (5°) si fa rimontare da uno strepitoso Ricciardo partito dalla 15° posizione. Le sorprese del sabato Ocon (Force India) e Stroll (Williams).

Di Alessandro Torchio 

LA GARA – Hamilton parte davanti a tutti e compie la gara perfetta, sempre in testa fin dal primo giro. Dietro Bottas si piazza in seconda posizione e fa da guarda spalle all’inglese.
Vettel intanto, scattato dalla sesta piazza, sorpassa agilmente i giovani Ocon e Stroll, mentre Raikkonen incontra qualche difficoltà in più e rimane attardato.
A questo punto la gara si addormenta con il solo Ricciardo che la anima rimontando ben 11 posizioni e arrivando a ridosso del podio, dimostrando di essere uno dei migliori piloti in circolazione.

LE DICHIARAZIONI – A far discutere sono soprattutto le parole di Vettel e Marchionne. Il tedesco promette ”arriviamo, vedrete, arriviamo”; e conclude il discorso di ringraziamento con il suo classico ”Forza Ferrari!!”. Il presidente della Ferrari invece ha rilasciato delle dichiarazioni molto critiche ”La macchina non ce l’ha fatta, si vedeva, ci prendevano quasi un secondo al giro, impossibile. Questa non è la Ferrari, bisogna raddoppiare l’impegno. Va bene che i prossimi circuiti sono più favorevoli, ma non significa un tubo. Bisogna togliere il sorriso dalla faccia di questi qui, mi stan girando le balle”. Eloquente, e non c’è niente da aggiungere. Il concetto è chiaro: se Vettel ha perso la vetta del mondiale a 7 gare dal termine dopo averla tenuta fino ad ora è perchè la Mercedes ha sviluppato la macchina durante la stagione, mentre la Ferrari come spesso è accaduto, non è stata in grado di farlo.

Niente è compromesso, Hamilton è solo a 3 punti, ma la doppietta subita in casa è stata pesante, con l’inglese contestato sul podio.
Ora il circus si sposta in Asia, a Singapore per l’ultima parte del mondiale.

 

 

ORDINE D’ARRIVO

1. Lewis Hamilton (Mercedes)
2. Valtteri Bottas (Mercedes)
3. Sebastian Vettel (Ferrari)
4. Daniel Ricciardo (Red Bul)
5. Kimi Raikkonen (Ferrari)
6. Esteban Ocon (Force India)
7. Lance Stroll (Williams)
8. Felipe Massa (Williams)
9. Sergio Perez (Force India)
10. Max Verstappen (Red Bull)

 

LA CLASSIFICA

1       Lewis Hamilton          238

2       Sebastian Vettel        235

3       Valtteri Bottas         197

4       Daniel Ricciardo        144

5       Kimi Raikkonen          138

6       Max Verstappen          68

7       Sergio Perez            58

8       Esteban Ocon            55

9       Carlos Sainz            36

10      Nico Hulkenberg         34

 

Moto GP, Gran Premio di Brno: Marquez trionfa grazie al cambio moto e allunga nel mondiale

Mille emozioni in Repubblica Ceca, ma la gara più che in pista è stata vinta in pit lane. Tra rientri anticipati, moto non pronte, scelte azzeccate e fortunate Marquez si ritrova a fare una gara in solitaria. Vinales, Rossi e Dovizioso limitano i danni chiudendo 3°,4° e 6°.

Di Alessandro Torchio

LA GARA – Dopo che la gara di Moto 2 è stata interrotta per pioggia, la gara della classe regina parte con una situazione difficile da interpretare con l’asfalto che è ancora bagnato, ma con la traiettoria migliore si sta asciugando velocemente. Tutti i piloti sono così costretti a partire con la moto in assetto da bagnato, con il solo Marquez tra i top driver che opta per una morbida al posteriore. Scelta del pilota maiorchino che sembra sbagliata, visto che già al terzo giro scivola nelle retrovie ed è costretto ad un cambio moto anticipato. La pista si asciuga a vista d’occhio, ed ecco che Rossi e Dovizioso compiono l’errore che costerà loro la possibile vittoria: mentre tutti gli altri rientrano, i due italiani rientrano il giro dopo – al 6° -, perdendo 15” da Marquez, che con le slic da asciutto rifila più di 10” al giro agli avversari ancora con gomma da bagnato.

L’errore di Marquez quindi si  rivela un vero e proprio colpo di fortuna, infatti, quando tutti i piloti sono con gomme da asciutto, con lo spagnolo che è in testa con 20”, mentre Pedrosa si insedia alle sue spalle, ottenendo il suo 150° podio in carriera nel Motomondiale.

Rossi e Dovizioso si ritrovano nelle retrovie e cominciano la loro rimonta. Anche Vinales effettua un ottimo recupero che lo porta al terzo posto, completando un podio tutto spagnolo.

Con un sorpasso dopo l’altro il Dottore chiude la sua gara con un buon 4° posto, strappato proprio all’ultimo giro a Cal Crutchlow. Dovizioso conquista la sesta piazza ai danni di Petrucci.

Pessima e ai limiti del grottesco la gara di Lorenzo, che fa sperare bene nei primi due giri, rientra e deve aspettare 15” perché la moto non è pronta e poi naufraga inesorabilmente e chiude al 15° posto.
Male anche Iannone, che, protagonista di un incidente in pit lane con Aleix Espargaro, è costretto all’ennesima gara anonima.

Formula 1, GP Austria: Bottas vince al fotofinish su Vettel

Sebastian Vettel stacca Hamilton di 20 punti nella classifica piloti, ma Raikkonen…

Di Alessandro Torchio

Il finlandese della Mercedes parte in pole e trionfa con appena 6 decimi su un arrembante Vettel protagonista di un ottimo finale e che riesce ad aumentare il suo vantaggio in classifica iridata. Terzo tempo per la Red Bull di Ricciardo, che respinge a sua volta il recupero di Lewis Hamilton, partito dall’ottava piazza. Raikkonen, impalpabile, chiude 5° dopo un illusorio accenno di rimonta.

La gara. Dopo le polemiche delle settimane scorse sull’incidente tra Vettel e Hamilton e la mancata stretta di mano tra i due di ieri, il circuito austriaco casa della Red Bull, vede partire le Ferrari al 2° e al 3° posto. Hamilton è solo ottavo a causa di una penalizzazione per aver sostituito il cambio.

Bottas scatta con una prontezza di riflessi da record – causando le proteste di Vettel per una presunta ”jump start”- e guadagna subito qualche secondo. Dietro Raikkonen si fa sorprendere prima da Ricciardo e poi da Grosjean. Dietro Verstappen – ancora una volta – è costretto al ritiro alla prima curva, in un incidente causato da Kvyat che esclude anche lo sfortunatissimo Alonso. Hamilton comincia il recupero infilando una serie di ottimi giri fino alla quinta posizione dietro al finlandese del Cavallino.
L’asfalto rovente consuma le gomme, soprattutto le posteriori destre che sono le più sollecitate in questo tracciato. Dopo la girandola dei pit stop non cambia quasi nulla. Solo Raikkonen, che ha problemi ai pneumatici, si fa sopravanzare dall’inglese della Mercedes. I distacchi si cristallizzano con la gara che vive una situazione di stallo fino agli ultimi 5 giri quando a causa dell’usura delle gomme, Vettel e Hamilton si avvicinano rispettivamente a Bottas e Ricciardo, senza però riuscire a sopravanzarli.

Valterii Bottas vince così il secondo Gran Premio in stagione, con Vettel che sta facendo della regolarità l’arma giusta per combattere il grande rivale di questa stagione e di sempre, Hamilton. Dal punto di vista delle scuderie la Mercedes esce vincitrice, dato il fatto che – come ormai è abitudine – la seconda guida del Cavallino, Raikkonen è sempre vittima di fastidi alla macchina o pare sempre ingessato alla guida della sua monoposto.

Solo 6 piloti hanno terminato la gara a pieni giri, un dato che più dalla brevità del circuito  è causato dalla grande differenza che c’è tra i top team e le altre scuderie, costrette al ruolo di comprimarie, a differenza di quanto accade in MotoGp.

La classifica piloti

Vettel 171

Hamilton 151

Bottas 136

Ricciardo 107

Raikkonen 83

Perez 50

Verstappen 45

 

Ordine d’arrivo

1 Valtteri Bottas MERCEDES 1:21:48.523

2 Sebastian Vettel FERRARI +0.658

3 Daniel Ricciardo RED BULL TAG HEUER +6.012

4 Lewis Hamilton MERCEDES +7.430

5 Kimi Räikkönen FERRARI +20.37

6 Romain Grosjean HAAS FERRARI +73.160

7 Sergio Perez FORCE INDIA MERCEDES +1 giro

8 Esteban Ocon FORCE INDIA MERCEDES +1 giro

9 Felipe Massa WILLIAMS MERCEDES +1 giro

10 Lance Stroll WILLIAMS MERCEDES +1 giro

MotoGp, Mugello: Vinales primo, secondo tempo per il Dottore

Rossi scatenato: “Punto al podio, ma sarà una gara difficile”. Omaggio a Hayden e Totti sulla livrea del casco.

Maverick Vinales parte in pole position nel Gran Premio d’Italia classe MotoGp. Sul circuito del Mugello – vero e proprio cult per gli appassionati delle due ruote – il pilota spagnolo della Yamaha ha registrato ieri il tempo di 1:46.575, precedendo di un soffio il compagno di squadra Valentino Rossi (staccato di 239 millesimi). Una gran prova di coraggio, passione e abilità per l’idolo di casa, tornato in pista dopo la brutta caduta in motocross e già autore del miglior tempo nella terza sessione di prove libere.

Terzo crono per la Ducati di Andrea Dovizioso (+0.260), quarto Pirro. Quinto tempo per la Honda di Daniel Pedrosa, mentre il compagno di team Marc Marquez (staccato di 475 millesimi) si deve accontentare del sesto tempo. Jorge Lorenzo con la sua Ducati è settimo (+0″577), lo spagnolo può comunque puntare sulla potenza del motore della Rossa.
In terza fila Alvaro Bautista e Danilo Petrucci, che si mangia le mani dopo un secondo tempo spettacolare cancellato per aver tagliato una curva. Tito Rabat chiude la top 10 con l’altra Honda, staccato di oltre 700 millesimi dal tempo di Vinales.

PAROLA AL DOTTORE –  “Sono molto cresciuto fisicamente e anche dal punto di vista dell’assetto della M1 abbiamo fatti dei passi avanti – spiega il pesarese dopo la rovinosa caduta – ho fatto un errore stupido e potevo pagarlo caro: sono arrivato largo, ho cercato di restare dentro e invece ho perso il controllo, finendo nella ghiaia. Per fortuna non mi sono fatto nulla”. Poi conclude: “Sarà una lotta serratissima” e pensa di beffare Marquez con un cucchiaio alla Totti.

 

Questa la griglia di partenza completa del Gran Premio d’Italia

Prima fila 
1. Maverick Viñales (Esp) Yamaha 1’46″575 alla media di 177, Km/h
2. Valentino Rossi (Ita) Yamaha 1’46″814
3. Andrea Dovizioso (Ita) Ducati 1’46″835

Seconda fila 
4. Michele Pirro (Ita) Ducati 1’46″878
5. Dani Pedrosa (Esp) Honda 1’46″999
6. Marc Marquez (Esp) Honda 1’47″050

Terza fila 
7. Jorge Lorenzo (Esp) Ducati 1’47″152
8. Alvaro Bautista (Esp) Ducati 1’47″167
9. Danilo Petrucci (Ita) Ducati 1’47″266

Quarta fila 
10. Tito Rabat (Esp) Honda 1’47″282
11. Johann Zarco (Fra) Yamaha 1’47″319
12. Aleix Espargaro (Esp) Aprilia 1’47″475

Moto GP, Austin: Marquez domina, Rossi in testa al mondiale

Lo spagnolo della Honda trova il primo successo stagionale e si rilancia nella corsa al titolo: Rossi è davanti a tutti, Vinales cade, Pedrosa è terzo. Male le Ducati: 6° Dovizioso, solo 9° Lorenzo.

Di Alessandro Torchio

LA GARA – Marquez scatta davanti a tutti, Pedrosa non ci sta e lo sopravanza tentando subito di imporre il suo passo. Dietro, Rossi non tiene il passo e già al secondo giro Viñales in sella all’altra Yamaha perde l’anteriore ed è costretto al ritiro.
Davanti le due Honda se ne vanno; Marquez tiene il ritmo del compagno e Zarco -con la Yamaha non ufficiale- insidia il Dottore, che, per evitare uno scontro, taglia una curva. Finiscono entrambi larghi, con l’italiano penalizzato di 3 decimi.

Pedrosa e Marquez si sfidano in una serie di sorpassi e controsorpassi, con il campione del mondo in carica che alla fine prevale e al 9° giro vola via in testa alla gara. Intanto Rossi mostra un passo gara ottimo e  recupera su Pedrosa che supera a tre giri dalla fine rifilandogli poi oltre 2 secondi.
Dietro, le Ducati si ritrovano a battagliare con Iannone (Suzuki) e Petrucci (Pramac) e chiudono fuori dalla top 5.

Marquez trionfa così per la quinta volta su cinque gare dispuatate sul circuito di Austin, tornando così prepotentemente alla ribalta per la corsa al titolo. Valentino Rossi con la sua  costanza di risultati (in questa stagione ancora a digiuno di vittorie) si ritrova leader nel mondiale, grazie anche alla caduta del compagno di paddock, Viñales.

Prossima tappa in Europa, a Jerez, uno dei circuiti preferiti del Dottore. Chissà che possa arrivare la prima vittoria dell’anno?

ORDINE D’ARRIVO

1 Marc MARQUEZ | SPA | Repsol Honda Team 43’58.770
2 Valentino ROSSI | ITA | Movistar Yamaha MotoGP 3.069
3 Dani PEDROSA | SPA | Repsol Honda Team 5.112
4 Cal CRUTCHLOW | GBR | LCR Honda 7.638
5 Johann ZARCO | FRA | Monster Yamaha Tech 3 7.957
6 Andrea DOVIZIOSO | ITA | Ducati Team 14.058
7 Andrea IANNONE | ITA | Team SUZUKI ECSTAR 15.491
8 Danilo PETRUCCI | ITA | OCTO Pramac Racing 16.772
9 Jorge LORENZO | SPA | Ducati Team 17.979
10 Jack MILLER | AUS | EG 0,0 Marc VDS 18.494