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A volte ritornano, ma solo dopo una scorpacciata di vittorie

Un letargo che solo un blog può permettersi di fare… e a noi è piaciuto tantissimo

L’estate 2021 non sarà facile da dimenticare. E chi vuole dimenticarla? Diventerà quello che per tutti questi anni è stato il 2006: un punto di riferimento. Un metro di paragone per le sfide del futuro, ma anche un fardello. Dopo anni di risultati mediocri, l’Italia, la piccola Italia – come nazione prima di tutto – è tornata a vincere e nel paradigma nazionalpopolare, a vivere.

Gli Azzurri hanno alzato in faccia agli inglesi la coppa degli Europei di calcio, prima competizione internazionale in epoca covid, e un certo Mr. Jacobs ha sbaragliato la concorrenza correndo in 9.80 (record italiano ed europeo). Immediato il bis insieme a Patta, Desalu e Tortu. Un Rinascimento seguito anche da un Berrettini da piatto d’argento a Wimbledon e dalla sontuosa Camila Giorgi. Ci fermiamo qui, perché l’elenco sarebbe davvero troppo lungo.

Dopo alcuni mesi di silenzio, volontario, come un castigo autoimposto (e non divino) per lasciar parlare chi lo sport lo mastica quotidianamente – e chi no – ora abbiamo qualcosa da dire anche noi. Perché di alcuni argomenti non se ne parla mai abbastanza e sono quelli che, apparentemente irrilevanti, si intrecciano con la vita e con la storia di ogni persona sulla faccia della terra. Proprio di tutti, anche di quelli che criticano quei “due cretini che corrono dietro a un pallone”. Non ci stancheremo mai di dire che lo sport è inevitabilmente società, costume e soprattutto politica.

Buona lettura.

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