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Rilasciato il judoka Alain Schmitt, era stato accusato di violenza domestica

La ex compagna e oro olimpico Margaux Pinot non si arrende alla decisione del giudice. Il mondo sportivo francese: “Siamo scioccati”

Il judoka e allenatore francese Alain Schmitt accusato di violenza nei confronti della compagna Margaux Pinot è stato assolto dal tribunale per “insufficienza di prove”. Quando si era presentata alla polizia parigina con il volto tumefatto, la 27enne oro olimpico di judo a Tokyo aveva dichiarato di essere stata afferrata per i capelli: “mi ha tirato a terra, mi è salito a cavalcioni e ha iniziato a strapparmi i capelli e a sbattermi la testa a terra. Voleva strangolarmi”. Il pubblico ministero aveva chiesto un anno di carcere con la condizionale, ma il giudice ha deciso di rilasciare Schmitt.

Una accusa che Schmitt (38 anni) al momento dell’arresto ha definito “falsa al 100%”. Secondo l’uomo, che allenava Pinot da quattro anni e con la quale aveva una relazione, la lite sarebbe nata da una “sfida” tra fidanzati con tanto di mosse di judo. Fuggita dall’abitazione, la donna ha trovato rifugio dai vicini di casa, che hanno immediatamente allertato la polizia. Quella che l’allenatore ha definito “zuffa” è costata alla atleta una commozione cerebrale, una frattura al naso e numerosi lividi.

Schmitt ha raccontato alla BFM TV che i due stavano vivendo “una relazione molto complicata” e che in molti erano a conoscenza di queste situazione. “È difficile determinare quando siamo o quando non siamo insieme. Rompevamo e poi ci rimettevamo insieme”, ha aggiunto il judoka in studio. “Ci siamo agganciati, e ci siamo ‘imbarcati’ con tutte le nostre forze. Lei dice che non è riuscita a utilizzare le braccia, ma c’è qualcosa che non va. Secondo lei, io sono salito su di lei e le ho dato cinque colpi. Ma lei mi ha colpito senza usare le braccia? La sua versione è incredibile. Non le ho dato un pugno e nemmeno un calcio”. Queste le parole di Schmitt riportate in italiano da Fanpage.

Margaux Pinot, sostenuta dall’avvocato Rachid Madid, farà appello contro la decisione del giudice. Dopo la notizia del rilascio dell’ex fidanzato definita “scioccante” da Madid, la judoka ha pubblicato una foto del volto tumefatto su Twitter, scrivendo: “Quanto vale la loro difesa diffamatoria contro le mie ferite e il sangue sparso sul pavimento del mio appartamento? Cosa mancava? La morte alla fine, forse? Probabilmente è stato il judo a salvarmi. E il mio pensiero va anche a chi non può dire lo stesso”.

La Cnn riporta che “nel 2020, le forze dell’ordine hanno segnalato 159.400 vittime di violenza domestica commesse da partner (o ex partner). Secondo il ministero dell’Interno del Paese, si è verificato un aumento annuo del 10% che coinvolge 139.200 donne”. Il caso di Pinot sta facendo luce su un aspetto della violenza sulle donne poco discusso in Italia, quello all’interno del mondo dello sport.

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