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Baseball, si chiama Alyssa ed è la prima allenatrice donna della MLB

La Major League Baseball regala al mondo sportivo un tassello di storia, e di merito, con la nomina di Alyssa Nakken coach dei San Francisco Giants. Nakken sarà in prima linea ad affiancare, insieme a Mark Hallberg, il manager Gabe Kapler.

La prima allenatrice full-time della storia della lega professionistica maschile di baseball è peraltro una ex giocatrice di softball, 3 volte all-conference player, 4 volte Academica All-American con i Sacramento State. La Nakken aveva già iniziato la sua carriera da coach, sempre ai Giants, nel 2014, con un primo ruolo da stagista in ‘baseball operations’ ossia le operazioni legate all’organizzazione, allo sviluppo delle attività della squadra. Ma ora la trentenne statunitense ha scritto una pagina di storia del baseball, andando ad affiancarsi alle già numerose donne che ricoprono ruoli di spicco in NBA o in NFL. Come dimenticarci, ad esempio, di Katie Sowers, assistente dei San Francisco 49ers?

A dare la notizia dell’ingaggio sono stati gli stessi Giants, con un tweet che recita: “La società ha completato l’organico dello staff allenatori per il campionato 2020, con l’aggiunta di Mark Hallberg e Alyssa Nakken”.

“Penso che sarà una grande allenatrice. Il merito e l’abilità di essere una grande coach, vanno oltre ogni cosa” ha aggiunto Kapler dopo la notizia. “Alyssa è un gran membro della nostra squadra e sono entusiasta del fatto che non si occuperà solo dell’organizzazione ma sono certo che userà il suo talento per aiutarci a costruire una cultura vincente, in campo e fuori”. Ma i dati sulla parità di genere negli sport non sono ancora soddisfacenti, come attesta il 30% di donne presenti nella MLB, campionato che ha preso un’insufficienza (la C per gli americani) dallo ‘Institute for Diversity and Ethics in Sports’.

Le polemiche non si sono fatte attendere. E’ stato proprio Aubrey Huff, ex stella dei Giants ritiratosi nel 2014, a esprimere perplessità circa la presenza di una donna all’interno dello staff. Anche Huff, come Kapler, ha usato Twitter come veicolo di comunicazione. “Mi ero messo nei guai per aver indossato un perizoma nella sede della mia squadra quando erano presenti delle giornaliste”, ha scritto l’ex giocatore. “Non riesco a immaginare come andrà a finire con un allenatore a tempo pieno che gira per il campo”. 

Al momento, nessuno tra società e staff ha risposto alle parole di Huff, mentre sono stati numerosi i messaggi di auguri rivolti alla giovane allenatrice (tra tutti quello di Billie Jean King, storica giocatrice di tennis). Chissà se Huff ha avuto gli stessi dubbi sulla presenza di numerosi allenatori, assistenti e membri dello staff di sesso maschile all’interno di squadre femminili.

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