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Chad Wheeler arrestato per violenza domestica, il silenzio dei Seahawks

“Wow, sei ancora viva”, l’orrore del sessismo nel football americano

Si dice che la violenza di genere sia spesso invisibile. Forse sarebbe più corretto dire che se ne parla poco o non se ne parla affatto. È questo il caso dell’aggressione subita da Alleah Taylor. L’aguzzino è il suo ex fidanzato, Chad Wheeler, giocatore professionista dei Seattle Seahawks.

“Ha strangolato, soffocato e picchiato la vittima fino a farla svenire – due volte – entrambe le volte lasciandola morta mentre il sangue le colava dal naso e dalla bocca e nello stomaco e nei polmoni”. Queste le parole contenute nel fascicolo del pubblico ministero della contea di King, nello stato di Washington, dove si è consumato il tentato femminicidio.

PIETÀ MEDIATICA

Era il 22 gennaio. Perché parlarne solo ora? La stampa americana è piombata sul caso solo tra il 28 e il 29 gennaio, ovvero dopo che Wheeler è stato accusato di violenza domestica di primo grado, imprigionamento illegale e resistenza all’arresto. Come previsto dalla legge, l’ex guardalinee offensivo ha pagato la cauzione ed è stato rilasciato la mattina del 26 gennaio. Il club sapeva, ma fino all’ultimo non ha voluto prendere posizione.

In Italia questo episodio passa attraverso la cortina del silenzio mediatico: le notizie si contano sulla punta delle dita. La stampa estera, sebbene con ampie riserve, è invece tornata a parlare dei numerosi casi di violenza a sfondo sessista in casa NFL. A catturare l’attenzione dei tifosi è stato però il comunicato stampa della squadra di Seattle (erano passate oltre 24 ore dall’accaduto). Queste le parole: “Siamo consapevoli della situazione. Stiamo ancora raccogliendo informazioni”.

CHE COSA È SUCCESSO?

Stando alla ricostruzione degli inquirenti, le sevizie sarebbero iniziate intorno alle ore 21 di venerdì 22 gennaio, con Wheeler che ordina alla fidanzata di inginocchiarsi ai suoi piedi, letteralmente di “inchinarsi a lui“. L’aggressione si sarebbe poi consumata nella camera da letto della donna, quando Wheeler l’avrebbe gettata sul letto strangolandola (con entrambe le mani ndr.) e picchiandola fino a farle perdere i sensi. I documenti del tribunale riportano che l’uomo avrebbe consumato la sua cena per poi tornare nella stanza dove giaceva Taylor apostrofandola: “Wow, sei ancora viva”. La richiesta di aiuto è partita dalla vittima, che è riuscita a scappare e a chiudersi in bagno. Da lì ha chiamato il 911 e contattato le sue amiche.

Anche in questo fatto di cronaca, rimasto ‘invisibile’ per giorni, le foto del volto della vittima hanno iniziato a fare il giro del web insieme agli screenshot dei messaggi di aiuto che Alleah Taylor aveva inviato per chiedere aiuto. Giusta o sbagliata che sia la pornografia dei social, prontamente raccolta dai quotidiani online, le immagini dell’aggressione sono scioccanti e raccontano di una donna che ha subito violenza fisica, verbale e psicologica. Da parte della difesa non sono mancate le narrazioni di un Chad Wheeler bipolare con problemi psichiatrici. Sappiamo tuttavia che la malattia mentale è chiamata costantemente in causa dalla Difesa in processi analoghi. Il processo dovrebbe iniziare il 6 aprile.

VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT

Dopo il primo, laconico, comunicato dei Seattle Seahawks è arrivato quello definitivo, che forse era meglio non leggere. Di seguito il post condiviso dalla società, con tanto di stemma, in cui si legge che “Chad dovrebbe ricevere l’aiuto di cui ha bisogno” preceduto da un vademecum su come denunciare un caso di violenza domestica. Grazie, verrebbe da dire.

Fonte: Twitter

Alleah Taylor ha avuto la forza di parlare in pubblico dell’aggressione subita con la giornalista di CBS, Jericka Duncan. Dopo la violenza, la ragazza afroamericana ha dovuto addirittura subire la beffa dei tweet del suo carnefice, poi prontamente rimossi. Eccone due: “Gli eventi accaduti durante il fine settimana sono conseguenza di un episodio maniacale. Sono profondamente dispiaciuto per il dolore e la sofferenza che ho causato ad Alleah e alla sua famiglia”.

E ancora: “È ora che mi allontani dal calcio e riceva l’aiuto di cui ho bisogno per non rappresentare mai più una minaccia per gli altri. Non posso esprimere abbastanza il mio dolore o il mio rimorso. Mi vergogno davvero”.

Fonte: Twitter

Nelle ultime ore è emerso che quello di gennaio 2021 non è il primo incidente violento di Wheeler. Nel 2015 sarebbe già stato arrestato e la polizia sarebbe dovuta intervenire per farlo arrendere. La NFL non ha mai preso una posizione in merito, impossibile rovinare la passerella del Super Bowl in cui hanno sfilato anche paladini e paladine del politically correct. Forse non erano a conoscenza della storia di Wheeler? Chissà.

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