Calcio

I leoni del Galatasaray, ultrAslan tra le tifoserie più violente

Ultraslan

Si chiamano ultrAslan (con la u minuscola) e sono il braccio armato della tifoseria del Galatasaray. Il nome si ispira al simbolo del Galatasaray, Aslan, ovvero il leone e la loro unica religione è la Curva. Quando scende in campo la squadra del quartiere di Galata, anche il cielo diventa di fuoco. Si salvi chi può dalla bolgia dantesca della Türk Telekom Arena.

Non potrebbe che essere ‘Welcome to The Hell‘ lo slogan della tifoseria turca, ma l’inferno del Galatasaray non è solo scenografico. Sono innumerevoli i casi di risse, intimidazioni e pestaggi attuati dagli ultrAslan. Basti pensare ai caldissimi derby con i cugini del Kfy (Kill for you) del Fenerbahce, che hanno all’attivo un numero infinito di scontri e feriti. Solo una volta le due tifoserie andarono a braccetto e fu in occasione di una protesta contro il governo guidato da Erdogan. Era il 2013 e da allora molte cose sono cambiate nei rapporti tra tifosi, club e politica.

PIAZZA DEL POPOLO, ROMA

Nelle pagine più buie della storia delle tifoserie organizzate troviamo l’incontro/scontro tra Lazio e Galatasaray disputato all’Olimpico di Roma. Ancora prima dell’inizio della partita si registrarono accoltellamenti e lanci di bombe carta in pieno centro. Fuori dall’Italia si ricordano Arsenal-Galatasaray del 2014, gara sospesa perché i turchi lanciarono un razzo all’indirizzo degli inglesi. In Germania si verificarono scontri con le forze dell’ordine in pieno centro, con lanci di bombe carta e fumogeni. In quell’occasione furono 21 gli arresti. Anche in Spagna venne sospesa una partita e ci furono scontri con la polizia. 

Dopo i fatti di Roma, la Questura capitolina si era riservata di far arrivare, tramite il Ministero dell’Interno, una vibrata protesta alla Uefa che non assume provvedimenti nei confronti di una tifoseria, quella del Galatasaray, che si è, in molti paesi europei, ripetutamente macchiata di violenze ed illegalità. È evidente che tifosi di questa pericolosità non possano liberamente circolare tra i paesi dell’ Unione Europea“. Mai escludere un sostrato identitario, perché citando Can Öz, direttore di uno dei gruppi editoriali più importanti del paese, “tutto è politica nel calcio in Turchia“. Una frase quasi profetica: Erdogan sta investendo molti soldi ed energie sulla propaganda sportiva, sostenuta da una campagna acquisti ambiziosa.

Tra le scorribande degli ultras turchi va annoverata anche quella di Copenaghen nel 2000, quando i leoni di Istanbul misero a ferro e fuoco la città danese nella finale di Coppa Uefa con l’odiato Arsenal. Un altro esempio di violenza inaudita portò all’uccisione di un tifoso della squadra di basket della Stella Rossa di Belgrado. Gli assassini si fecero beffa del morto chiedendo, con uno striscione, chi sarebbe stato il prossimo fra i rivali del Partizan, dell’Olympiacos e del Cska Mosca.

VIGILIA DI SANGUE

“Ancora sangue sulle Coppe europee. Al termine di una nottata a Istanbul di scontri di incredibile violenza tra tifosi turchi e inglesi il bilancio è stato terribile: due inglesi morti accoltellati. Senza saperlo Christopher Loftus, elettricista del West Yorkshire, e Kevin Speight, padrone di un pub di Leeds, padre di due figli, sono corsi davvero incontro alla morte al centro di Istanbul. Questa è stata la vigilia di Galatasaray-Leeds, semifinale d’ andata della Coppa Uefa tra i campioni turchi e il club che ha eliminato la Roma di Capello. La polizia è ancora alla ricerca dell’assassino dei due tifosi del Leeds caduti sulla piazza Taksim, quartiere commerciale nella parte europea della città turca. Le prime ricostruzioni sono state rese possibili da un video girato durante gli scontri. 

Mattia Chiusano, La Repubblica

TRASFERTA INFERNALE

Quando si accendono i fumogeni e una cortina di nebbia rossa invade il campo, anche persone del calibro di Sir Alex Ferguson iniziano ad avere paura. Passerà alla storia la partita Galatasaray-Manchester del 1993 in cui una delle squadre più forti di sempre assaporò il gusto della paura. Così avrebbe scritto Roy Keane nella sua autobiografia: Arrivati all’hotel che ci avrebbe ospitato per tutta la durata della trasferta, c’era un ragazzino che aiutava gli inservienti della struttura per il carico e scarico dei bagagli degli ospiti, lo guardai e gli sorrisi amichevolmente. Qualche istante dopo si portò la mano alla gola e mi mimò il gesto del taglio gola. A quel punto capii che sarebbe stata una trasferta infernale”.

Oltre alla violenza dei gesti e delle intenzioni, quello degli ultrAslan è il tifo più rumoroso d’Europa: ben 131,76 decibel, certificati dal Guinness dei primati il 18 marzo del 2011, raggiunti nel derby contro il Feberbahçe. Il calcio, è evidente, non è mai solo calcio.

Crediti foto: TRT Spor

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