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Il pay gap visto da Green (NBA): “Stanco di leggere lamentele sugli stipendi”

Le atlete sono pronte a dare battaglia per i propri diritti

Non si placa il botta e risposta al veleno tra Draymond Green, cestista dei Golden State Warriors e Megan Rapinoe, stella della Nazionale di calcio USA e attivista. Uno scontro senza esclusioni di colpi tra titani dello sport, ma anche dei social, motivo per cui le stoccate hanno fatto il giro del mondo. Tutto nasce dalla questione degli stipendi delle sportive. Negli USA il dibattito sta infiammando gli animi e un’eco è giunta anche in Italia. Ad accendere la miccia della polemica sono state alcune frasi infelici pronunciate da Green, che tuttavia rispecchiano un sentimento comune.

IL CASO

L’ala degli Warriors si era sfogato su Twitter lamentando di essere stufo di questa storia lasciando sottintendere che la colpa di questo Mad world sarebbe anche delle donne. Un po’ come il catcalling quando una ragazza ha le gambe scoperte. In questa battaglia mediatica Green e Rapinoe rappresentano i due poli (non necessariamente inconciliabili) di una annosa questione, affrontata timidamente negli scorsi anni, e ora tornata alla ribalta grazie all’interessamento delle nuove generazioni. Lo sport è vicino a una epocale conquista sociale? L’entusiasmo del momento farebbe rispondere di sì, ma ci sono leggi di mercato molto rigide e talvolta ingiuste. Però ci sono e scardinarle risulta molto complesso, anche se non impossibile. Una cosa è certa, quella degli stipendi è una battaglia che si combatterà a lungo.

IL BATTIBECCO A DISTANZA

Sono stanco di vedere lamentele sugli stipendi, perché così facendo si danneggiano (le donne, ndr.) da sole” ha poi ribadito pubblicamente Green spiegando che la soluzione per ottenere maggiori introiti sarebbe quella di far nascere piattaforme dedicate allo sport femminile, così da creare un business non in competizione con quello maschile, di fatto al momento irraggiungibile. La risposta dalla vincitrice del Pallone d’Oro 2019 non si è fatta attendere: “Non pensate che abbiamo già chiesto ulteriori investimenti? Voglio dire, per cosa stiamo protestando secondo voi? Quando parliamo di uguaglianza per lo sport femminile parliamo sempre di investimenti, fondi, risorse, marketing, branding. Investire non solo nelle giocatrici ma nello staff, negli allenatori, nei giornali, nelle TV”.

In Italia si direbbe che Green predichi bene ma razzoli male. “Queste sono le cose per cui protestiamo – prosegue Rapinoe – Chi ci guarda, chi ci conosce, chi ha sensibilità sull’argomento, sa che parliamo di questo. Sappiamo che sono queste le cose necessarie che, se realizzate, ci porterebbero ad avere salari maggiori”.

COSE DA UOMINI

Da sempre in testa nella lotta alla parità salariale, la giocatrice dell’OL Reign ha cercato di spiegare che i big degli investimenti sono uomini, anzi, sono società capitanate da uomini. Un gap ulteriore tra leghe maschili e femminili, che non permette a queste ultime di essere competitive, pur avendo aumentato notevolmente seguito e interesse internazionali. Nelle ultime ore, forse consigliato dai sue manager, Green ha cercato di ritrattare.

Mi dispiace che lei (Megan Rapinoe, ndr.) pensi che il mio punto di vista sia spiacevole. In fondo, quello che Megan vuole e quello che voglio io sono la stessa cosa. E se crede che agire in un certo modo la porterà al suo obiettivo, la supporto pienamente. E se credo che fare le cose in un certo modo porterà a raggiungere l’obiettivo, lo farò. Personalmente, non mi interessa molto come arrivare. Quello che importa a me è arrivarci. Non starò qui a condannare i suoi commenti verso di me o quello che ha fatto. Supporto pienamente ciò che sta facendo per raggiungere quell’obiettivo finale [la parità di stipendi], perché è quello che voglio vedere anch’io.

KPIX-TV

La faccenda è molto seria, anche in termini puramente finanziari e malgrado i sacrosanti punti di vista, una cosa è certa: va bene, purché se ne parli. Sarà un’estate di competizioni internazionali, l’estate della ripartenza dopo il disastro della pandemia, pertanto sarà importante continuare ad affrontare questo argomento declinandolo, perché no, anche ad altri ambiti lavorativi.

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