Calcio

Molestie, nuove verità sulla rottura tra Neymar e Nike

I burrascosi anni di O’Ney tra 2016 e 2019: niente indagini, ma la stampa rumoreggia

Quando nell’agosto 2020 il decennale sodalizio tra Nike e Neymar era stato interrotto, senza apparenti motivi se non quelli di un mancato accordo economico, i giornali parlavano di “clamorosa separazione“. All’epoca non era stata fatta alcuna puntualizzazione né da parte dell’azienda di abbigliamento, né dell’entourage del brasiliano. O’Ney era così passato alla PUMA con un accordo da 25 milioni di euro l’anno, il più alto di sempre.

MANCANZA DI COLLABORAZIONE

Il Wall Street Journal ha però diffuso un’altra realtà dei fatti. La rottura sarebbe dovuta a una presunta aggressione sessuale di Neymar nei confronti di una dipendente dello Swoosh. La consigliera del brand, Hilary Krane, riporta infatti che la Nike ha “concluso la sua partnership con l’atleta perché si è rifiutato di collaborare a un’indagine su accuse credibili di illeciti commessi contro una dipendente” e anche se “l’indagine non è approdata a conclusione”, ovvero le accuse di molestie sono decadute, era impossibile ricucire i rapporti. L’inchiesta, avviata nel 2019, si riferiva a episodi del 2016 denunciati dalla dipendente Nike nel 2018. In quel periodo la donna aveva trovato il coraggio di raccontare la sua versione dei fatti al capo delle risorse umane e al consiglio generale dell’azienda, che aveva assunto i legali dello studio Cooley LLP per condurre un’indagine. Il calciatore non ha mai voluto collaborare.

ACQUE TORBIDE

L’inevitabile diffusione della notizia sarebbe stata un danno d’immagine per la Nike. In questi giorni l’attaccante del PSG è infatti finito nella bufera mediatica. In molti, soprattutto i lettori francesi, ricordano altri casi di molestie lasciati cadere nel vuoto, come quello contro Dominique Strauss-Kahn, ex direttore generale del Fondo monetario internazionale, costretto alle dimissioni nel 2011 sulla scia di uno scandalo sessuale finito con un accordo – si dice – da 6 milioni di dollari. Anche nel caso Dsk le accuse penali erano cadute, ma la parte offesa aveva portato avanti una causa civile molto scomoda per l’Eliseo. Non è escluso quindi che il ‘caso’ Neymar vada avanti.

Il quotidiano precisa che la giovane donna si trovava a New York per un evento promozionale e mentre erano entrambi nella sua stanza d’albergo a lavorare, il giocatore le avrebbe chiesto un rapporto orale.

La Stampa

La dipendente aveva condiviso i fatti con i responsabili di Nike circa due anni dopo, nel 2018, lo stesso anno in cui altre dipendenti dell’azienda avevano cominciato a denunciare di aver subito molestie e discriminazioni da parte di colleghi maschi.

Il Post

Immediata la risposta dello staff di Neymar Jr., che nega l’accaduto e promette di fare luce sui fatti. Queste le parole della sua portavoce: “Neymar si difenderà con forza da questi attacchi privi di fondamento nel caso in cui venga presentato qualsiasi reclamo, cosa che finora non è avvenuta”. “È molto strano un caso che sarebbe dovuto accadere nel 2016, con le accuse di una dipendente Nike, non sia venuto alla luce in quel momento” conclude la nota.

Photo Credits: Twitter account WSJ

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