Altri sport

Omofobia, quando lo sport non rende migliori

Tuiach

Commento shock dell’ex pugile: “Forse ha litigato con il fidanzato per la vasellina”

La società non smette di dare il suo contributo alla discriminazione. Questa volta è toccato all’attivista Antonio Parisi finire al pronto soccorso con il volto tumefatto, dopo essere stato pestato da un branco di ventenni. Parisi, nome noto nel movimento Lgbt+, era insieme a due amici quando, all’uscita di un locale sul Carso, è stato riempito di calci e pugni. Gli inquirenti non hanno escluso il movente omofobico. “Toh, guarda come si veste” avrebbe infatti detto uno degli aggressori.

Dopo le botte, a rincarare la dose ci si è messo anche un ex pugile, ora consigliere comunale di Trieste, che gli appassionati sportivi ricorderanno: Fabio Tuiach. Ed è qui che i lettori faranno questo semplice collegamento: pugilato, violenza e discriminazione, ovvero sport pericoloso. Diventa difficile spiegare che questi non sono gli atteggiamenti di uno sportivo, né tantomeno di un politico, eppure il peso massimo non è nuovo a uscite infelici.

IL POST

Ecco le parole di Tuiach sul social russo VKontakte, pubblicate dopo l’aggressione di Parisi.

ELOGIO A SE STESSO

Tuiach è stato fin da ragazzino uno dei nomi più quotati nel panorama della boxe triestina. “Ho 37 anni e posso essere ricordato come il più forte pugile triestino di un’epoca avendo riportato a Trieste un titolo nazionale che mancava dai tempi del mio primo maestro Nevio Carbi, che risaliva al 1975″ commentava il consigliere nel 2017 in un’intervista a TriestePrima. Tuiach aveva iniziato a militare nella Lega (Nord) per passare a Forza Nuova e finire poi nel gruppo misto.

“Ho lasciato la Lega perché ho difeso i miei principi cristiani subito prima delle elezioni regionali dov’ero tra i favoriti, ora lascio la boxe dove rimango tra i candidati più accreditati per la riconquista del titolo nazionale dei pesi massimi. Sono impegnato tra il mio lavoro al porto, il Consiglio comunale e la mia famiglia” riporta il quotidiano triestino.

LA RISPOSTA DELLA POLITICA

Nel silenzio di tomba che avvolge l’amministrazione comunale di Trieste – sindaco batta un colpo – bisogna scendere a Roma per trovare parole di denuncia al post di Tuiach. Il deputato dem Emanuele Fiano ha scritto: “Questo è quel consigliere comunale indipendente di Trieste, che ha pubblicato una bella foto di Hitler nel Giorno della Memoria, e che oggi pubblica queste frasi secondo me passibili di reato e soprattutto passibili di essere state pronunciate nel più cupo medioevo dell’Europa. Questo estremismo della discriminazione e dell’omofobia che fa ribrezzo alle persone normali, è lo stesso che portò alla deportazione e all’eliminazione fisica degli omosessuali durante il nazismo. Non bisogna abbassare mai la guardia, mai dimenticare”.

Le parole di condanna alla violenza e al viziaccio di giustificare, o addirittura fare ironia, su chi la pratica arrivano anche dal consigliere regionale del Friuli-Venezia Giulia Furio Honsell. “Non si può e non si deve più aspettare: ogni tipo di violenza, anche quella omobitransfobica, deve essere ad ogni livello contrastata, aldilà delle proprie visioni politiche ed ideologiche. È necessario quanto prima mettere in campo una serie di azioni di sensibilizzazione, funzionali al contrasto degli stereotipi e alla promozione del diritto di uguaglianza e alle pari opportunità tra le persone: purtroppo non è dello stesso avviso questa Giunta regionale, che dal momento dell’insediamento ha intrapreso diverse iniziative che vanno nel verso completamente opposto, come ad esempio l’eliminazione della nostra regione dalla Rete Re.a.dy” riporta Il Friuli.

I PRECEDENTI

Lontano dal ring da quattro anni, assorbito dalla politica e da interviste agghiaccianti come quella ai microfoni de La Zanzara, Fabio Tuiach non è un buon esempio nemmeno per gli atleti della boxe, che mele marce a parte sono da sempre impegnati nell’inclusione di giovani con problemi familiari, sociali, economici. La boxe, che dir si voglia, ha salvato tante persone. Non questa volta.

Un vecchio post scritto dall’allora esponente di Forza Nuova

Tuiach è perseguitato! Sempre! Perché lo spiano su un altro social perché?“. Questa la replica della moglie del consigliere comunale lasciata in un commento sotto un articolo. Un atteggiamento quasi più pericoloso del post stesso, perché se per essere eletti servono voti, Tuiach di voti ne ha presi. Dopo questo ennesimo scandalo, la memoria del grande Emile Griffith, campione di boxe tra i primi a fare coming-out, si può dire infangata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *