Calcio

Sampdoria, i colori “più belli del mondo” e la rivalità con la Serenissima

Il club più giovane della Serie A ha affascinato giocatori, tifosi e stilisti

La partita tra Venezia e Sampdoria ha un sapore antico. Da repubbliche marinare a rivali nella corsa alla salvezza, la Serenissima e la Superba conservano nel calcio di oggi i simboli del passato. Da una parte il leone di San Marco, dall’altra il “baciccia” con la pipa, ma quali sono le origini dei colori della Sampdoria?

La maglia blucerchiata ha un primato: è considerata la “più bella del mondo”. Espn prende come esempio quella del periodo 1990-92. Un merito riconosciuto a livello mondiale e rimarcato da una scritta presente all’interno del colletto della divisa 2021/22. I cugini del Genoa non sono da meno. Se la casacca non spicca di originalità, quello del grifone è il club più antico d’Italia tra quelli ancora ai vertici. Forse per un gioco del destino, la Samp è invece il club meno longevo della Serie A.

Blu, bianco, rosso e nero rappresentano l’unione di due storici club genovesi, quello biancoblù con scudo crociato della Società Ginnastica Andrea Doria e quello rossonero a bande orizzontali della Sampierdarenese (ora in Prima categoria). La fusione avvenne nel 1946 con l’esplicita volontà da entrambe le parti, fino a poco tempo prima acerrime rivali, di conservare i rispettivi colori nella nuova Unione Calcio Sampdoria. Un lungo negoziato che diede esito positivo anche per la scelta del nome: prima Samp, in onore del borgo di pescatori nominato “città del Regno”, e poi Doria. Nessuno oggi oserebbe dire Doria-Samp, forse. Il detto genuensis, ergo mercator trova in questa vicenda la sua conferma.

Nasce così dopo gli stravolgimenti postbellici la maglia che tutti conosciamo: blu cerchiata da una banda rossa e nera bordata di bianco, con al centro la croce di San Giorgio. Altrettanto amata è la casacca rossa divenuta famosa con Vialli e Mancini. Utilizzata già dagli anni Ottanta, è la terza maglia nella stagione 2021/22.

La maglia blucerchiata è diventata di culto anche per altri club come gli inglesi del Whitby Town o gli scozzesi del Dundee United, i cui tifosi si sono detti più volte supporter dei genovesi soprattutto in occasione della stracittadina. In Italia i colori doriani sono stati omaggiati dall’Amantea e dalla Maceratese. Una maglia di tendenza, soprattutto negli anni Novanta, che la stilista Celine ha riproposto nel 2012 in un capo di abbigliamento con la sequenza di colori blu, bianco, rosso e nero.

Al “Penzo” di Venezia il leone mostrerà il libro chiuso e la spada in attesa dell’assalto dei genovesi. Il clima è caldissimo, come sempre, quando la storia si incontra.

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