Calcio

Stadi, la Salernitana di Iervolino vuole competere con le “grandi”

Il calcio non si regge sui tatticismi da salotto, il calcio ha bisogno – oltre a una riforma interna – di stadi all’avanguardia in osmosi con la città. Non solo santuari per i tifosi, ma anche centri di aggregazione aperti tutti i giorni della settimana.

GLI INTENTI

Dopo il cauto ottimismo per il Sant’Elia di Cagliari, ora è la nuova proprietà della Salernitana a voler traslocare dall’Arechi. Costruito negli anni Ottanta sul modello inglese, lo stadio della Bersagliera non è conforme alla visione del neo presidente Danilo Iervolino e neppure agli standard internazionali. Anche per la città amministrata da Vincenzo Napoli questa potrebbe essere l’ultima chiamata, così come lo è per Roma e Milano.

Il verdetto di questa stagione è impietoso: i granata ripartiranno dalla Serie B costruendo nuove basi per il futuro, con tanto di investimenti sul settore giovanile, sullo scouting e sulla cittadella sportiva. La dirigenza non esclude un ritorno al “Vestuti”, ormai in stato di abbandono, che affaccia sul mare e si presterebbe alla visione glamour dell’industria del calcio.

LE DICHIARAZIONI

L’annuncio è stato fatto dall’ad della Salernitana Maurizio Milan.

Stiamo aspettando il progetto dello studio che abbiamo commissionato e che mostreremo all’amministrazione comunale in un incontro. Abbiamo in mente grandi investimenti per ridisegnare lo stadio con piccole novità nell’area hospitality da mostrare in occasione della partita con il Torino. Vogliamo rendere l’Arechi moderno ed attuale ed abbiamo guardato soprattutto alle strutture inglesi, la prossima settimana vi presenteremo il rendering.

Un primo tentativo di restyling dell’Arechi era stato fatto dalla presidenza Lombardi nel 2008, ma alla teoria non era seguita la pratica. Una storia già sentita. Il punto è che oltre dieci anni fa era già evidente la necessità di creare una struttura più ampia e con maggiore incidenza sul tessuto economico della città.

Le parole di Milan non sorprendono. Iervolino, alla sua prima esperienza calcistica, aveva parlato sia della volontà di creare un hub per lo sport in grado di dialogare con la città, sia del passaggio al digitale. Il patron dell’università telematica aveva infatti citato l'”industria 4.0″ e il “metaverso”. Noi non ci spingiamo così avanti, ci accontentiamo, per il momento, di uno stadio moderno che esprima al meglio le potenzialità di una città e di una provincia ancora troppo sacrificate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *