Calcio

Super League, il colosso JP Morgan entra con 6 miliardi di dollari

Nel 1957 si era fatta la Cee, ora si farà la Super League

Che piaccia o no, la Super League si farà. Questione di soldi. Tanti soldi. Il colosso finanziario statunitense JP Morgan ha infatti confermato la sua partecipazione al progetto annunciato dai 12 club fondatori. Un portavoce della multinazionale ha scritto in una mail che JPM sarà uno dei principali finanziatori. Se JPM si muove, difficile tenerle testa, persino la Uefa sarebbe in difficoltà.

Si parla di 6 miliardi di dollari (secondo Espn) distribuiti come prestiti ai team fondatori: Liverpool, Chelsea, City, United, Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Juventus, Inter e Milan. Al momento il monopolio delle operazioni è detenuto dai principali club di Premier League, Serie A e LaLiga. Altri tre club starebbero trattando per concludere gli accordi che prevedono un massimo di 15 membri permanenti e 20 squadre partecipanti. Anche il mondo della politica si è mosso, per il momento si sono pronunciati contrari Letta, Gentiloni, Schinas, Salvini, Farage, Johnson, Orban. L’ironia fa da padrona, come sempre, su Twitter.

Questo il comunicato ufficiale della JP Morgan:

Il nuovo torneo annuale fornirà una crescita economica significativamente più elevata ed un supporto al calcio europeo tramite un impegno di lungo termine a versare dei contributi di solidarietà senza tetto massimo, che cresceranno in linea con i ricavi della lega. Questi contributi di solidarietà saranno sostanzialmente più alti di quelli generati dall’attuale competizione europea e si prevede che superino i 10 miliardi di euro durante il corso del periodo iniziale di impegno dei club. Inoltre, il torneo sarà costruito su una base finanziaria sostenibile con tutti i Club Fondatori che aderiscono ad un quadro di spesa. In cambio del loro impegno, i Club Fondatori riceveranno un contributo una tantum pari a 3,5 miliardi di euro a supporto dei loro piani d’investimento in infrastrutture e per bilanciare l’impatto della pandemia Covid-19”.

Immediata la presa di posizione di Fifa, Uefa e campionati nazionali, che annunciano pesanti sanzioni ai 12 ‘disertori’. La Champions League è a rischio, i burocrati del calcio tremano. Gli organi europei fanno sapere che vieteranno la partecipazione dei club della SuperLega agli attuali tornei nazionali e continentali. Così come la società cambia e si evolve, così fa il calcio traghettato da manager, banche e azionisti, anziché calciatori e tifosi. Badate bene, però, che è questo lo scenario da almeno vent’anni. Ora è tempo di prenderne consapevolezza. Agnelli lo ha fatto uscendo dall’Eca, l’associazione che rappresenta i club di calcio in ambito europeo. Come riporta La Stampa: “Juventus e Manchester United hanno fatto questa mattina un bel balzo in Borsa”.

Il discorso cambia se si parla della disparità tra i ‘big’ e le altre società che militano – e investono – nella Serie A. Emblematiche le parole di Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo. “In Lega c’è grande conflittualità su tutto. Abbiamo discusso per tanto tempo sui fondi di investimenti, sui diritti tv. Addirittura l’altro giorno 7 società hanno sfiduciato Dal Pino. Adesso tutto questo può avere una spiegazione, non stiamo facendo nulla di buono, siamo in un momento di grande difficoltà e sicuramente anche il fatto di aver perso tanto tempo dietro agli studi per aderire ai fondi ci fa capire oggi che c’era un altro progetto che stava nascendo. Siamo stati presi anche in giro, perché non c’è stata chiarezza. Chi comanda le società di calcio che hanno aderito alla Superlega dovrebbe anche essere più onesto”. Queste le parole di Carnevali a Radio Rai.

I club della Super League troveranno anche il modo per far tornare il pubblico agli stadi o gli investimenti andranno in senso contrario? In queste settimane si giocherà la finalissima del calcio mondiale.

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