Altri sport

Usa, avanzano le leggi anti-transgender: la pilota Charlie Martin difende l’uguaglianza nello sport

Martin è la prima trans a gareggiare nell’élite del motorsport. Shitstorm per l’icona Caitlyn Jenner che si oppone all’inclusione sportiva

In una recente intervista pubblicata da Cnn Sport, la pilota transgender Charlie Christina Martin ha raccontato la sua storia come sportiva e attivista per i diritti Lgbt. Appassionata di motori fin dalla tenera età, la pilota di Leicester (Regno Unito) è diventata una delle voci più autorevoli nel panorama sportivo, soprattutto da quando 28 stati Usa hanno apertamente preso in considerazione la possibilità di vietare gli sport femminili alle ragazze trans. Politica e conquiste sociali si intrecciano ancora una volta attorno allo sport, nell’anno in cui alle Olimpiadi Di Tokyo gareggerà la prima atleta trans: la sollevatrice di pesi Laurel Hubbard. Tra gli esempi di discriminazione sportiva, il processo mediatico più celebre resta quello contro la velocista Caster Semenya, poi finito in tribunale.

Charlie Martin fa parte degli Stonewall Sport Champions. “Quando si ha un’opportunità come questa, è davvero importante sfruttarla, soprattutto in un momento come questo in cui si verificano così tante discriminazioni contro la comunità trans” ha detto Martin a Christina Macfarlane e Sana Noor Haq (Cnn), riferendosi alla sua popolarità mediatica e aggiunge: “È davvero allarmante da vedere”.

VERSO LA CLASSICISSIMA…

La campionessa di endurance ha completato il suo periodo di transizione nel 2012, all’età di 30 anni. Martin ha dovuto combattere le discriminazioni dei colleghi, oltre ai disturbi alimentari e alla depressione patiti durante l’adolescenza. Ma la sua passione per i motori ha prevalso su insicurezze e pregiudizi e nel 2013 Charlie Martin aveva già ripreso gli allenamenti, fino al ritorno in pista nel 2014. Da quel momento, sebbene per un periodo protetta dall’anonimato, la carriera della britannica è decollata. È diventata infatti la prima pilota transgender a correre per la gara di endurance nella 24 ore del Nürburgring, nel 2020, al volante di una BMW M240i Racing. Nel 2017 si è qualificata terza nel circuito Bugatti a Le Mans, nel 2018 ha preso parte alla Ginetta GT5 Challenge per poi gareggiare nel 2019 nella Michelin Le Mans Cup. Ora compete nel campionato Britcar, ma lo sguardo è rivolto al futuro per scrivere una nuova pagina della storia dell’automobilismo.

 Vorrei partecipare alla 24 ore di Le Mans. Nei novantasette anni di storia della corsa endurance più famosa del mondo non c’è mai stata una pilota transgender. Poter essere la prima rappresentante della comunità LGBT a partecipare a quella gara sarebbe una conquista non da poco per la diversity.

Markus Löblein, Bmw.com

L’account Twitter di Charlie Martin

UNA BATTAGLIA DENTRO E FUORI IL TERRENO DI GIOCO

Successi sportivi a parte, Charlie Martin ha preso posizione contro i provvedimenti che diversi stati americani stanno adottando nei confronti delle persone trans. Sono due le tematiche nel mirino dei governatori, quello della partecipazione delle ragazze transgender agli sport scolastici e quello dell’accesso dei giovani transgender all’assistenza sanitaria. Un dibattito acceso, i cui confini sono molto incerti, tanto che anche Caitlyn Jenner, già medaglia d’oro nel Decathlon, ora in corsa per diventare governatrice della California, si è espressa contro l’inclusione. “Non è giusto. Si tratta di giustizia, per questo mi oppongo alla partecipazione delle ragazze trans ma biologicamente maschi negli sport femminili” ha dichiarato alla testata Tmz. “Dobbiamo proteggere gli sport femminili nelle nostre scuole”, riporta la Bbc infiammando l’opinione pubblica.

Attenzione però, le affermazioni di Caitlyn Jenner non giustificano l’utilizzo da parte dei giornali di pronomi maschili. Non è solo una questione di partigianeria tipicamente italiana, ma è concettualmente e lessicalmente sbagliato. Pertanto Caitlyn Jenner non è “un trans” bensì “una trans” ed è altrettanto fantasioso immolarla a paladina anti Ddl Zan.

In Mississippi i provvedimenti sportivi a sfavore delle trans sono diventati legge a marzo. Sono attesi ricorsi, ma il sentimento della politica è chiaro ed è diametralmente opposto a quello annunciato da Biden a gennaio. L’associazione per la difesa dei diritti della comunità Lgbt The Human Rights Campaign, la maggiore negli Usa, ritiene siano almeno 17 gli stati che stanno considerando seriamente di adottare una legge simile, mentre Tennessee e Arkansas hanno già approvato le proposte con la firma dei governatori. In Idaho la situazione è in bilico dopo che nel 2020 la Corte Federale aveva cancellato i provvedimenti promulgati dal governatore repubblicano Brad Little. Nel mirino anche Alabama, Montana, Dakota del Nord.

Il governatore Gop del Tennessee Bill Lee ha firmato un disegno di legge che richiede agli studenti di dimostrare il loro sesso alla nascita per poter praticare sport alle medie e superiori; e il governatore dell’Arkansas Asa Hutchinson ha firmato il Fairness in Women’s Sports Act, che applica lo stesso divieto a tutti gli sport scolastici dalle elementari fino all’università e richiede che l’identità di genere di una persona corrisponda al sesso assegnato alla nascita.

Marina Catucci, Il Manifesto.

CLICCA QUI per approfondire le regole del Comitato Olimpico internazionale sugli atleti transgender

Secondo un sondaggio dell’organizzazione benefica anti violenza LGBT + Galop, l’81% dei 227 intervistati nel Regno Unito ha riferito di aver subito una forma di crimine d’odio transfobico nei 12 mesi precedenti l’ottobre 2019. Questi alcuni dei dati riportati dalla Cnn.

Le corse in pista diventano nella vita di tutti i giorni una prova di resistenza e coraggio per contrastare la disinformazione medico-sanitaria e la diffidenza della società nei confronti delle persone transgender.

Photo Credits: Instagram

One thought on “Usa, avanzano le leggi anti-transgender: la pilota Charlie Martin difende l’uguaglianza nello sport

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *